(AGENPARL) - Roma, 14 Luglio 2026 - "Se bisogna affidarsi alle promesse del segretario di un partito per avere la presenza delle donne nelle istituzioni, significa che la legge elettorale non garantisce affatto una rappresentanza equilibrata tra donne e uomini".
"Con questa riforma viene meno ogni strumento concreto a tutela della rappresentanza di genere: non c'è più l'alternanza nelle preferenze e non esiste alcun vincolo sui capilista. È un arretramento che rischia di cancellare anni di progressi e di riportare la partecipazione politica femminile a essere una concessione e non un diritto – prosegue la deputata dem – Sappiamo bene che il punto di partenza non è uguale per donne e uomini: esiste una vera e propria gender penalty, poiché a parità di esperienza, radicamento sul territorio e notorietà, le candidate hanno minori probabilità di essere elette rispetto ai candidati".
"La democrazia si rafforza quando le istituzioni garantiscono una rappresentanza realmente inclusiva, non quando la affidano alla discrezionalità dei singoli leader politici. La rappresentanza di genere non è una cortesia che un partito decide di concedere: è una condizione essenziale per la qualità della nostra democrazia e deve essere garantita dalla legge, ma evidentemente per il Governo Meloni, il primo nella storia repubblicana guidato da una donna, non è così importante" conclude Gribaudo.
Roma, 14 luglio 2026