(AGENPARL) - Roma, 9 Luglio 2026 - "La famiglia di Mattia Battistetti chiede giustizia da troppo tempo e il ritardo nel deposito delle motivazioni della sentenza non fa che rimandare quel momento. È irrispettoso nei confronti di chi resta e a loro va la mia vicinanza, istituzione e personale, perché dopo una discussione distribuita su quasi otto mesi, con il penultimo rinvio di quasi tre, e una camera di consiglio della durata di soli 58 minuti, ora non si può lasciarli in attesa per tutti questi mesi".
Così Chiara Gribaudo, presidente della Commissione d'inchiesta sulle condizioni di lavoro in Italia, sul ritardo nella sentenza per il processo che indaga sulla morte sul lavoro di Mattia Battistetti.
"La morte di Mattia Battistetti richiama tutti noi a una responsabilità collettiva. Ogni processo che riguarda un infortunio mortale sul lavoro non riguarda soltanto l'accertamento delle responsabilità individuali, ma interroga il Paese sulla capacità di garantire sicurezza, prevenzione e tutela della vita nei luoghi di lavoro – prosegue la deputata – I tempi della giustizia devono naturalmente rispettare la complessità dei procedimenti, ma devono anche saper rispondere all'esigenza di dare alle vittime e alle loro famiglie decisioni motivate in tempi ragionevoli".
"La determinazione dei familiari nel chiedere verità e giustizia contribuisce a mantenere alta l'attenzione su un tema che non può mai essere considerato secondario, anche quando non sarebbe loro responsabilità. Sono cinque anni che queste persone attendono giustizia, la continuano a chiedere con rispetto e disappunto: non vanno lasciate inascoltate" conclude Gribaudo.
Roma, 9 luglio 2026