(AGENPARL) - Roma, 9 Luglio 2026 - «Abecedario del Lavoro – L’italianità che produce valore»: a Roma la presentazione del volume di Pietro Vivone in Senato
Ventisei lettere, ventisei mestieri, persone vere: un racconto corale del lavoro italiano. È intervenuta la senatrice Mariastella Gelmini; letto in sala il contributo di Don Elio Lops.
Si è svolta ieri a Roma, nella Sala Zuccari di Palazzo Giustiniani, la presentazione di «Abecedario del Lavoro – L’italianità che produce valore», il volume di Pietro Vivone, Presidente Nazionale di FedAPI. Un’opera che ha scelto la forma dell’abecedario per raccontare, lettera dopo lettera, ventisei mestieri attraverso il volto e la voce di chi li esercita ogni giorno: dal barbiere all’enologo, dal consulente del lavoro allo zooiatra, in un mosaico di storie autentiche che ha restituito la ricchezza del saper fare italiano.
Nel suo intervento, Vivone ha illustrato la genesi e il senso dell’opera: «Dietro ogni lettera c’è una persona vera, un mestiere che tiene insieme competenza, identità e comunità. Questo libro è un atto di rispetto verso il lavoro che produce valore e verso chi, ogni giorno, lo rende possibile». La struttura ad abecedario, ha spiegato l’autore, è il filo conduttore di un racconto che unisce artigiani, professionisti e imprenditori in un’unica narrazione dell’italianità produttiva.
Di primo piano l’intervento della senatrice Mariastella Gelmini, la cui importante e determinante presenza ha conferito all’appuntamento un rilievo istituzionale di assoluto rilievo. La senatrice ha rilasciato un contributo molto significativo sulle tematiche del lavoro, del Made in Italy e dell’importanza della valorizzazione dei mestieri, tanto quelli nuovi quanto quelli antichi, riconoscendo nel saper fare italiano una risorsa identitaria ed economica da tutelare e promuovere.
Momento di intensa partecipazione è stata la lettura in sala del contributo di Don Elio Lops, autore della prefazione, che per impegni ecclesiastici non ha potuto essere presente ma ha affidato alle parole lette dal palco una riflessione sul senso profondo del lavoro come vocazione e dignità della persona. Un passaggio che ha raccolto l’attenzione e il silenzio del pubblico.
Cuore della giornata sono stati i panel dedicati ai protagonisti del libro, che hanno portato dal vivo le loro esperienze: dai maestri artigiani come l’ombrellaio Mario Talarico e al Safety Manager, Francesco Sgaramella, ai nuovi mestieri del digitale, passando per enologi come Emanuele Trono, la psicologa Agnese Scappini, l’UX designer Riccardo Cambò, nutrizionista, wellness coach e xilografo come Andrea Gandini. Un’alternanza di interviste e intermezzi video che ha trasformato la presentazione in un vero e proprio confronto corale, occasione preziosa per scambiare idee e riflessioni sui diversi modi di intendere e vivere il lavoro oggi.
Non tutti i protagonisti hanno potuto essere presenti di persona: alcuni sono intervenuti a distanza, tramite collegamento video, contribuendo comunque con testimonianze di grande valore. Particolare attenzione ha suscitato l’intervento dell’agricoltore Michele Monopoli, che ha portato la voce della terra e del lavoro agricolo, ricordando come dietro ogni prodotto autentico ci siano dedizione, competenza e un profondo legame con il territorio.
L’evento si è confermato un successo, capace di creare coesione tra mondi professionali diversi e di offrire un momento autentico di dialogo. Tra gli interventi anche quelli di Davide Caiazzo, Luigi Gabriele sul tema dei consumatori nell’era digitale, Michele Montefusco e Antonio Procida, che ha anticipato la prossima opera. La giornata si è conclusa con un momento di networking e riflessione dove il confronto è proseguito in un clima informale e conviviale.
Ufficio Stampa FedAPI – Federazione Artigiani e Piccoli Imprenditori
