(AGENPARL) - Roma, 8 Luglio 2026 - I deputati Pd Casu, Sarracino, Viggiano, Lacarra e Stefanazzi hanno presentato un'interrogazione a risposta scritta rivolta al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti per fare totale chiarezza sulla gestione del collegamento ferroviario Frecciarossa tra Taranto e Roma. La Regione Puglia si è infatti vista costretta a destinare circa 1,6 milioni di euro del proprio bilancio per garantire la sopravvivenza di questa tratta essenziale. Nonostante il Presidente della Regione Antonio Decaro abbia formalmente chiesto spiegazioni sul perché un collegamento nazionale debba gravare sui fondi regionali anziché sullo Stato, la replica ministeriale ha liquidato la linea come un 'servizio a mercato', che può essere effettuato solo a fronte di un contributo economico da parte dell'ente locale.
"Questa impostazione – dichiarano i dem – determina una situazione profondamente iniqua per i cittadini pugliesi, costretti a finanziare due volte lo stesso servizio. Le risorse del bilancio regionale vengono così sottratte al necessario potenziamento del trasporto pubblico locale, obbligando poi gli utenti a pagare nuovamente la tratta al momento dell'acquisto del biglietto di viaggio. La vicenda appare ancora più grave se si considera lo storico ritardo infrastrutturale che penalizza l'area di Taranto, una realtà che da anni sconta una condizione di marginalità nei collegamenti nazionali e che tuttora non è servita dall'alta velocità ferroviaria. Si assiste così a un paradosso intollerabile: l'insufficienza delle infrastrutture rende la linea meno competitiva sotto il profilo commerciale e le carenze degli investimenti pubblici dello Stato finiscono per essere scaricate direttamente sulle Regioni, chiamate a finanziare servizi che dovrebbero essere garantiti nell'interesse nazionale".
"L'atto ispettivo – sottolineano i deputati pugliesi Viggiano, Lacarra e Stefanazzi – punta il dito contro una precisa responsabilità politica del Governo, colpevole di aver soppresso il Fondo per la perequazione infrastrutturale, uno strumento che era stato istituito proprio per ridurre i divari territoriali e favorire il riequilibrio delle infrastrutture tra il Mezzogiorno e il resto d'Italia. Anziché colmare questo gap storico, l'attuale esecutivo ha avallato un modello distorto in cui i territori già fortemente penalizzati sono costretti a pagare direttamente i servizi ferroviari che altrove, nel resto del Paese, sono garantiti come parte dell'offerta ordinaria. Di conseguenza, i cittadini di Taranto subiscono un vero e proprio triplo costo per esercitare il diritto fondamentale alla mobilità: pagano una prima volta attraverso la fiscalità generale, che dovrebbe assicurare servizi uniformi sul territorio nazionale, una seconda volta tramite le risorse della Regione Puglia e una terza volta con l'acquisto del singolo titolo di viaggio. Questo meccanismo non fa altro che ampliare ulteriormente il divario tra Nord e Sud, compromettendo gravemente il principio di uguaglianza nell'accesso alla mobilità sancito dalla Costituzione", concludono.