(AGENPARL) - Roma, 7 Luglio 2026 - "La decisione del CIO di rimuovere il ban nei confronti della Russia e di aprire nuovamente la strada alla sua partecipazione ai Giochi Olimpici lascia profondamente perplessi. Lo sport internazionale non può fingere che nulla sia accaduto e soprattutto non può ignorare una guerra di invasione ancora in corso".
Lo dichiara Mauro Berruto, responsabile Sport del Partito Democratico e deputato del Pd alla Camera.
"Stupisce, ancora una volta, la direzione presa dalle governance dello sport mondiale. Dopo pochi giorni dalla vicenda che hanno visto la FIFA e Gianni Infantino genuflettersi a evidenti pressioni politiche provenienti dall'amministrazione americana, oggi assistiamo a una nuova decisione che pone interrogativi enormi: viene spontaneo chiedersi quali siano state le ragioni e le pressioni che hanno portato il CIO a questa scelta".
"E dire che c'è chi continua ingenuamente a pensare che lo sport e la politica debbano restare separati. Le violazioni del diritto internazionale e l'aggressione di un Paese sovrano avevano determinato una presa di posizione chiara del mondo dello sport, capace di esercitare il suo potere sanzionatorio, cosa mai successa, con un clamoroso vulnus di coerenza, davanti alle tragiche violazioni della Carta Olimpica da parte di Israele. Oggi la riammissione della Russia non è un atto neutrale: senza un reale cambiamento di scenario e senza un disimpegno chiaro rispetto alla guerra in Ucraina, rischia di trasformare lo sport in uno strumento di normalizzazione politica".
"Non sorprende che in Italia la Lega abbia già salutato favorevolmente questa decisione. Resta però il tema di fondo: quali sono i criteri e le garanzie che guidano oggi le scelte dei grandi organismi sportivi internazionali? Lo sport deve essere un luogo di dialogo e di pace, ma non può diventare un luogo dove le responsabilità vengono cancellate e le aggressioni dimenticate in base alla richiesta del potente di turno".
Roma, 7 luglio 2026