(AGENPARL) - Roma, 7 Luglio 2026 - "O il ministro Mazzi ha avuto un colpo di calore oppure i mesi trascorsi al Collegio Romano insieme al ministro Giuli lo hanno fatto crescere enormemente nell'arte della battuta improvvisata . Perché solo così si possono definire dichiarazioni come quelle sullo spostamento delle maratone fuori dai centri cittadini".
Lo dichiara Andrea Gnassi, deputato del Partito Democratico e componente della Commissione Attività produttive della Camera.
"Nessuno sostiene che i borghi non debbano ospitare grandi eventi. Anzi il tema di renderli protagonisti del turismo italiano magari con accordi con le Ota riducendo le commissioni sulle destinazioni minori o connettendoli alle grandi mete è una priorità. Ma che il ministro del Turismo italiano non colga la forza delle grandi manifestazioni sportive come strumento di promozione, attrattività e rilancio dei territori e delle grandi città è davvero desolante. Una maratona (che per altro ha anche requisiti tecnici sul percorso) non è solo una strada chiusa per qualche ora: è economia, comunicazione internazionale, reputazione e turismo".
"Secondo Banca IFIS, nel 2025 il turismo sportivo in Italia ha raggiunto un valore di 12,3 miliardi di euro di spesa complessiva, in crescita rispetto all'anno precedente. A livello globale, secondo Expedia Group, il turismo sportivo rappresenta circa il 10% del mercato travel e si prepara a raggiungere 1,3 trilioni di dollari entro il 2032. Il mondo ha capito che lo sport è un motore di sviluppo turistico, mentre noi rischiamo di trattarlo come un problema di viabilità".
"Le grandi città internazionali fanno a gara per ospitare maratone ed eventi sportivi perché hanno compreso il loro valore economico e promozionale. New York, Londra, Parigi, Madrid e tante altre metropoli non pensano certo di allontanare questi appuntamenti dai propri centri: li utilizzano per raccontarsi al mondo".
"Il turismo italiano ha bisogno di una visione capace di tenere insieme città e borghi, grandi eventi e territori, cultura e sport. Non di proposte estemporanee che riducono una questione strategica a un semplice problema di traffico. Guardando Mazzi viene spontaneo chiedersi, parafrasando Checco Zalone: 'Ma questo è del mestiere?'. Sì, è del mestiere. Però evidentemente di un altro."
Roma, 7 luglio 2026