(AGENPARL) - Roma, 3 Luglio 2026 - Sulla vicenda, intervengono anche la vicepresidente Diop e l'assessore
Lenzi
/Scritto da Antonio Cannata, venerdì 3 luglio 2026/
"Una forzatura inaccettabile che inasprirà i rapporti senza portare
alcuna soluzione". Il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani
commenta così lo sgombero, avvenuto questa mattina, del presidio davanti
alla Acca di Seano, frazione di Carmignano (Prato), dove sindacalisti e
operai manifestavano contro il licenziamento di quasi cento lavoratori,
dopo l'annuncio della chiusura da parte dell'azienda di logistica.
sindacalisti e operai sono stati condotti in questura". "Servirebbe
invece – prosegue Giani – insistere sul confronto, perché in casi come
questo il ricorso all'uso della forza non produce altro che indebolimento
dell'autorevolezza delle istituzioni e della fiducia verso di esse".
"Servirebbe unità – prosegue – per dare maggiore forza alla richiesta di
garanzia del lavoro e di dignità e al contrasto dello sfruttamento".
Sulla vicenda intervengono anche la vicepresidente Mia Diop e
dell'assessore al lavoro e alla formazione Alberto Lenzi secondo i quali
"la durezza usata contro lavoratori e rappresentanti sindacali che
rivendicavano il diritto a condizioni di lavoro dignitose costituisce un
grave errore che lascia fortemente perplessi".
"Avremmo preferito – aggiungono – che si proseguisse sulla strada del
dialogo, non su quella dell'uso della forza: è il dialogo lo strumento
davvero efficace per affrontare situazioni di questo tipo al fine di
garantire diritti e dignità a chi lavora. Il tavolo istituzionale si era
riunito per la prima volta appena due giorni fa, proprio per costruire una
soluzione per i 95 lavoratori rimasti senza occupazione: è lì che si
doveva continuare a lavorare, non con un intervento che rischia di
vanificare un percorso appena avviato".
"Siamo di fronte a una vertenza complicata, in un distretto altrettanto
complesso, dove caporalato e sfruttamento restano piaghe diffuse. E' contro
questi fenomeni che serve tutta la fermezza dello Stato", concludono Diop e
Lenzi.
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