(AGENPARL) - Roma, 3 Luglio 2026 - La guerra tra Russia e Ucraina avrebbe raggiunto una soglia drammatica: circa due milioni di vittime militari complessive tra morti, feriti e dispersi. È quanto emerge da un nuovo rapporto del Center for Strategic and International Studies (CSIS), think tank con sede a Washington, che analizza l’andamento del conflitto iniziato con l’invasione russa dell’Ucraina nel febbraio 2022.
Secondo lo studio, le forze russe avrebbero subito le perdite più pesanti. Il CSIS stima infatti circa 1,4 milioni di vittime tra i militari russi, di cui tra 400.000 e 450.000 sarebbero deceduti in combattimento. Il restante milione sarebbe composto da soldati feriti o dispersi.
Per quanto riguarda l’Ucraina, il rapporto parla di circa 600.000 vittime militari complessive, comprendenti morti, feriti e dispersi. Tra questi, il numero dei caduti viene stimato tra 150.000 e 160.000 militari.
Gli analisti sottolineano che le cifre restano stime e devono essere interpretate con cautela. Entrambe le parti coinvolte nel conflitto pubblicano infatti dati limitati o difficilmente verificabili, rendendo impossibile una conferma indipendente del bilancio delle perdite.
Il CSIS sostiene inoltre che il rapporto tra le perdite russe e quelle ucraine si sia ampliato nel corso del 2025. Se nei primi anni della guerra il rapporto era di circa tre vittime russe per ogni vittima ucraina, secondo il think tank sarebbe oggi arrivato fino a otto a uno. Se confermata, questa evoluzione indicherebbe che le perdite russe stanno superando la capacità del Paese di rimpiazzare efficacemente i soldati al fronte.
Nel rapporto vengono individuate diverse cause dell’elevato numero di perdite russe, tra cui la strategia di logoramento adottata da Mosca, difficoltà nella conduzione delle operazioni combinate, carenze nell’addestramento, problemi di coordinamento, episodi di corruzione e un morale giudicato insufficiente. Gli esperti evidenziano inoltre il ruolo crescente dei droni sul campo di battaglia, affermando che, secondo alcune stime, oltre il 90% delle perdite russe sarebbe stato provocato da attacchi condotti con sistemi senza pilota.
Lo studio evidenzia come il conflitto rappresenti il più grande scontro affrontato da una grande potenza dalla Seconda guerra mondiale in termini di perdite militari. Tuttavia, il rapporto precisa che il conteggio riguarda esclusivamente le vittime tra i combattenti e non include i civili, anch’essi colpiti duramente dalla guerra.
L’elevato numero di vittime continua ad alimentare il dibattito internazionale sulla necessità di una soluzione diplomatica. Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha più volte definito il conflitto un “orribile massacro”, ribadendo la volontà della sua amministrazione di favorire un accordo che possa porre fine alle ostilità.
Le stime del CSIS rappresentano una delle valutazioni più complete disponibili, ma restano soggette ai limiti imposti dalla mancanza di dati verificabili provenienti dal campo di battaglia. Per questo motivo, il bilancio reale della guerra potrebbe differire dalle cifre riportate nel rapporto.

