(AGENPARL) - Roma, 2 Luglio 2026 - Si è conclusa un'altra settimana di audizioni parlamentari sul disegno di legge di riforma della governance portuale. Le posizioni espresse dai soggetti ascoltati hanno fatto emergere, ancora una volta, criticità rilevanti che riguardano l'ossatura stessa della riforma proposta dal Governo.
Una preoccupazione condivisa da quasi tutti i soggetti auditi riguarda il nuovo assetto finanziario previsto dal disegno di legge. È stato infatti evidenziato il rischio che i prelievi a carico delle Autorità di Sistema Portuale per finanziare la nuova società possano tradursi in maggiori imposte e oneri per le imprese del comparto, con effetti negativi sulla competitività del sistema portuale italiano.
Anche il presidente di Assoporti, pur condividendo l'obiettivo di una maggiore centralizzazione della governance strategica, ha richiamato la necessità di un migliore equilibrio tra il livello centrale e le Autorità di Sistema Portuale. Ha espresso perplessità rispetto a un modello nel quale, come ha osservato, "uno paga e l'altro decide", evidenziando il rischio di compromettere gli equilibri economico-finanziari delle AdSP e chiedendo di garantire loro una "sopravvivenza efficace".
A queste si aggiungono le osservazioni portate da ANCI ieri, che ha evidenziato come il testo rischi di ridurre sensibilmente il ruolo dei Comuni nelle scelte strategiche riguardanti i porti e il rapporto tra gli scali e le città, escludendo di fatto gli enti locali dai principali processi di pianificazione.