(AGENPARL) - Roma, 1 Luglio 2026 - sociosanitaria**
**Temi al centro di un convegno a Firenze. Giani: "Vogliamo costruire un
modello robusto di sanità territoriale. Toscana esempio nazionale di
efficienza nell'uso dei fondi Pnrr". Monni: "Apriamo una cabina di
regia condivisa: la politica deve anticipare l'evoluzione dei problemi
fornendo risposte"**
/Scritto da Walter Fortini, mercoledì 1 luglio 2026 alle 16:19/
L'esempio toscano di integrazione tra assistenza sanitaria e servizi
sociali rimane un modello, uno dei più avanzati in Italia secondo anche il
"Rapporto Salute e Territorio 2026" di Federsanità e Ifel presentato
Comuni, hanno organizzato oggi, 1 luglio, al Teatro La Compagnia a Firenze.
Lo è, nei fatti, perché la Toscana è partita prima di altre Regioni, fin
dal 2005, appoggiandosi ad un'architettura costituita da Società della
salute, convenzioni sociosanitarie e piani integrati.
Ma tante sono le sfide ancora aperte e il messaggio che esce da oltre sei
ora di dibattito è che, per affrontarle, occorre ancora di più fare
squadra: spingendo ulteriormente sull'acceleratore dell'integrazione,
concertando e programmando insieme, creando osservatori, tavoli e task
force dedicate, Regione, Comuni e aziende sanitarie in collaborazione con
il terzo settore. Ripartendo, per l'appunto, dai territori.
Lo dice il presidente della Toscana Eugenio Giani: "Siamo in un momento
cruciale della riforma della sanità territoriale e la sfida di questa mia
seconda legislatura sarà quella di costruire un modello robusto di
assistenza diffusa. In Toscana siamo comunque avanti: nella presenza dei
medici di famiglia nelle case di comunità e nei punti di intervento
rapido, alternativa per i codici minori ai pronto soccorso degli ospedali,
nei servizi di diagnostica di base che queste nuove strutture sapranno
offrire e che saranno ulteriormente valorizzate dall'uso delle nuove
tecnologie, come la telemedicina, per consulti e referti da remoto".
Lo sottolinea anche l'assessora al diritto alla salute Monia Monni:
"Nuovi bisogni di salute ci spingono a cambiare il modello di assistenza,
spinti dall'invecchiamento della popolazione e dall'aumento delle malattie
croniche". "Case ed ospedali di comunità – evidenzia – diventano
l'architrave di questo nuovo sistema. Ne abbiamo realizzate settanta con il
Pnrr, ne nasceranno almeno altre dieci entro la fine dell'anno e saranno
nodi di una rete che deve essere sempre più interconnessa". "Dire di
voler ripartire dai territori non è retorica ed oggi – prosegue –
rinnoviamo un patto con i Comuni: apriamo una cabina di regia ed apriremo
molti tavoli per analizzare i problemi che stanno emergendo, perché la
politica deve anticiparne l'evoluzione e provare a offrire risposte prima
che i problemi diventino importanti".
In gioco, non lo nascondono Giani e Monni, c'è anche la difesa della
sanità pubblica universale. E il rischio di una tempesta perfetta è
forte, a causa della crisi vocazionale di medici e infermieri, di meno di
un tempo, e delle risorse che non aumentano quanto i bisogni di salute.
"Stiamo facendo una rivoluzione in un un momento difficile – ammettono –
ma la centralità della sanità pubblica, quella che investe dove serve e
non dove rende, va preservata e difesa: a vantaggio di tutti".
Per Monni il passaggio da un'impostazione ospedale-centrica ad una dove si
valorizza la sanità territoriale necessita doi "un'operazione di
ricucitura, senza disperdere il grande valore della specializzazione".
"E la moltiplicazione delle porte di accesso per il cittadino al sistema
sanitario – aggiunge – avranno bisogno anche di una educazione all'uso di
questi nuovi strumenti".
"La Toscana – sottolinea Giani con orgoglio – ha dimostrato di essere un
esempio nazionale di efficienza per aver rispettato i tempi del Pnrr nella
realizzazione, entro giugno, delle settanta case di comunità e ventitré
ospedali di comunità programmati"."Le case di comunità – ribadisce –
diventano il riferimento per i cittadini per servizi di diagnostica di base
offerti, i prelievi e le attività sociali, per parlare con il proprio
medico di famiglia (il tuo o chi lo sostituisce) oppure con uno
specialista".
"Per garantire il diritto alla salute è necessario ripartire dai
territori – conclude Susanna Cenni, sindaca di Poggibonsi e presidente di
Anci Toscana -: la salute dipende da molteplici fattori e gli enti locali
svolgono un ruolo fondamentale nell'individuare i bisogni, programmare le
risposte, monitorare gli esiti". Due le sfide che il sistema si trova ad
affrontare : "l'evoluzione dei bisogni della popolazione e la conclusione
dei programmi del Pnrr". Quanto al futuro per Cenni è "necessario
valorizzare ulteriormente uno dei principali punti di forza del modello
toscano, ovvero i luoghi e gli strumenti della programmazione dei servizi
integrati sanitari, sociosanitari e sociali, a partire dal rilancio delle
conferenze zonali dei sindaci, integrate dai rappresentanti delle Asl".
I numeri del rapporto presentato durante il convegno mettono in evidenza
come la Toscana sia tra le regioni che più investono nel welfare locale.
La Toscana però è anche una delle regioni più 'anziane' d'Italia, dove
gli over65 sono oltre un quarto (il 26,5%) di tutti i residenti, mentre
l'indice di dipendenza che fotografa il rapporto percentuale tra
popolazione in età non attiva e attiva schizza al 60,7 per cento, segnale
di una pressione crescente. Oltre 31.500 sono le persone con disabilità
tra zero e 64 anni in carico al servizio sociale professionale.
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