(AGENPARL) - Roma, 30 Giugno 2026 - quando il colpevole può diventare propaganda xenofoba"
«La vicenda di Reggio Emilia è l'emblema del metodo Lega: propaganda prima
dei fatti, ritrattazione dopo. Esponenti del partito hanno invocato la
"remigrazione" contro un presunto killer straniero, salvo fare marcia
indietro appena emersa la nazionalità italiana dell'arrestato.
Si specula su una tragedia prima ancora di conoscere i fatti, si usa il
dolore di una famiglia per costruire un nemico, e quando il nemico
immaginario si rivela inesistente, ci si limita a cancellare il post come
se nulla fosse successo. Nel frattempo l'odio seminato resta, perché la
propaganda corre più veloce della verità.
Non è la prima volta. È lo stesso schema visto nel caso dell'agente
Cinturrino a Rogoredo: la Lega aveva lanciato una raccolta firme per
difenderlo "senza se e senza ma", salvo scoprire che dietro quella difesa
c'era una messa in scena costruita per coprire un omicidio. Anche in quel
caso nessuna autocritica, solo il silenzio calato in fretta quando la
realtà ha smentito la narrazione.
Non basta cancellare un comunicato: la Lega deve assumersi la
responsabilità politica di aver strumentalizzato una tragedia. La
remigrazione resta una proposta ignobile, indegna di un Paese democratico,
comunque vadano i fatti.»
