(AGENPARL) - Roma, 30 Giugno 2026 - 2022**
/Scritto da Antonio Cannata, martedì 30 giugno 2026/
Un mercato da 10 miliardi e mezzo che torna a crescere superando il picco
della piena fase Pnrr (2022), e resta aperto alla concorrenza pur
mantenendo una forte presenza di imprese toscane.
Sono alcuni frammenti del quadro sull'andamento dei contratti pubblici per
l'affidamento di lavori, servizi e forniture delle PA toscane tracciato dal
nuovo rapporto curato da Irpet e Osservatorio regionale dei Contratti
Pubblici della Toscana.
L'intervallo temporale osservato dal report è il 2025, anno particolare
per il mercato degli appalti delle PA, attraversato da tre trasformazioni
profonde: la piena entrata a regime della riforma del Codice dei contratti
(D. Lgs. 36/2023), la digitalizzazione integrale del ciclo dell'appalto e
la fase conclusiva dello straordinario impulso di domanda del PNRR. Oggetto
dell'analisi, basata sui dati trasmessi alla Banca Dati Nazionale dei
Contratti Pubblici di ANAC, le procedure di affidamento avviate di importo
pari o superiore ai 40.000 euro.
mattinata di confronto a cui ha partecipato, tra gli altri, l'assessore ai
contratti pubblici Alberto Lenzi, emerge come l'importo complessivo delle
commesse pubbliche registri un +11% (10,5 miliardi), in crescita in tutte
le sue componenti — lavori, servizi e forniture — dopo il parziale
rallentamento dell'anno precedente, e in linea con la tendenza espansiva di
lungo periodo.
La crescita è diffusa: aumentano i servizi (+29%) e i lavori (+8%, per un
importo di 2,5 mld), cui si aggiunge il forte incremento delle forniture,
dovuto in larga parte alle procedure cicliche (ogni 4 anni) per l'acquisto
di farmaci.
La composizione della domanda torna solo parzialmente verso assetti
ordinari: riassorbita l'eccezionale impennata di nuove costruzioni della
fase più intensa del Pnrr, la quota di lavori avviati dalle
amministrazioni comunali, cresciuta negli ultimi anni, resta elevata,
evidenziando che il Piano ha avuto un effetto aggiuntivo e non sostitutivo
rispetto all'attività ordinaria.
"Dopo due anni di flessione siamo di fronte ad una una ripresa
importante, che ha una grossa ricaduta sulle imprese toscane e dunque sui
territori se guardiamo ai dati sull'assegnazione dei lavori. Speriamo di
continuare su questo trend, ma è chiaro che la grande sfida arriva oggi
per il domani, perché è finito il Pnrr e da quello che ci pare di capire
lo Stato non ha per ora messo in campo programmi di investimenti
particolare, per cui dovremo ottimizzare le risorse che verranno
assegnate", ha osservato l'assessore Lenzi evidenziando allo stesso tempo
"la capacità delle amministrazioni toscane di far fronte anche alle
novità introdotte dal nuovo Codice degli appalti e dall'obbligo di
digitalizzazione dell'intero ciclo di affidamento. dovranno cercare di
ottimizzare al massimo le risorse che ci sono".
Gli appalti pubblici e il Pnrr – Il Pnrr ha contribuito in misura rilevante
alla dinamica del mercato dei lavori pubblici, e in particolare di quelli
comunali: in Toscana circa un terzo del valore dei lavori avviati dal 2022
è riconducibile al Piano o al Piano nazionale complementare, quota che
sale al 50% per le amministrazioni comunali. La crescita dei volumi non è
tuttavia interamente imputabile al Piano, il quale si è aggiunto
all'attività ordinaria delle stazioni appaltanti. Le procedure del Piano
presentano peraltro caratteristiche proprie: si sono distinte per una
maggiore rapidità e per un più intenso ricorso alla committenza
aggregata, ma non per una più ampia concorrenza, anzi con un numero di
offerenti mediamente più contenuto, e con effetti diseguali a seconda
della capacità amministrativa delle stazioni appaltanti.
Concorrenza e forte presenza di imprese toscane – Il mercato resta comunque
poco concentrato e diffusamente accessibile, conservando una struttura
saldamente locale e di piccola scala. In Toscana come a livello nazionale,
sulle procedure competitive di lavori pubblici si osserva una ripresa della
partecipazione delle imprese e dei ribassi di aggiudicazione, dopo il calo
registrato fino al 2023 per effetto combinato dell'aumento dei costi delle
materie prime e dei bonus edilizi. Le imprese toscane mantengono una quota
elevata del mercato regionale dei lavori pubblici (circa il 70% del numero
e il 40% del valore). Le micro imprese (fino ai 9 addetti) si aggiudicano
circa il 60% degli affidamenti per numero. Non si registra infine un
aumento del numero dei subappalti particolarmente accentuato nonostante le
aperture normative degli ultimi anni, e la Toscana segue la media nazionale
con circa un lavoro su sei. Inoltre, anche in questo caso circa il 70% dei
subappalti va a imprese toscane sia nei contratti di lavori che di servizi.
Il contributo della digitalizzazione – A contribuire alla scarsa
concentrazione e alla concorrenza anche i livelli di digitalizzazione
dell'intero ciclo degli affidamenti. L'analisi dei dati della piattaforma
regionale START ha mostrato più offerte, ribassi più ampi e maggiore
probabilità di affidamento a microimprese. Da tale analisi emerge altresì
la capacità delle amministrazioni toscane di aver sviluppato competenze
interne, anche grazie ad una implementazione della piattaforma digitale
regionale avviata molto tempo prima dell'introduzione a livello nazionale
dell'obbligo di digitalizzazione.
Gli effetti della riforma del Codice – Come nel resto d'Italia,
l'affidamento diretto, favorito dall'innalzamento delle soglie, è
diventato la modalità prevalente per numero, ma non per importo: in
Toscana riguarda circa la metà dei lavori e intorno al 60 per cento dei
servizi, a fronte però di una quota marginale in termini di valore (circa
il 9 per cento nei lavori).
Qualificazione della committenza: Toscana sopra la media nazionale – Anche
al netto del PNRR, aumenta il volume dei contratti pubblici che passa dalle
stazioni appaltanti qualificate (ovvero certificazione Anac su possesso
competenze tecniche, personale formato, strumenti digitali e esperienza) e
dalle centrali uniche di committenza. Sopra la media nazionale, 46 contro
42%, il numero lavori toscani affidati da stazioni appaltanti iscritte
all'elenco di qualificazione presso Anac. Ad oggi in Toscana il 21% (167)
delle stazioni appaltanti che operano nel mercato dei lavori pubblici e il
14% (197) di quelle che operano nel mercato dei servizi e delle forniture
è qualificato.
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