(AGENPARL) - Roma, 27 Giugno 2026 - poveri»*
«La crisi climatica non è uguale per tutti. A pagarne il prezzo più alto
sono le famiglie con meno risorse, chi vive nelle periferie, in case poco
efficienti, nei quartieri senza alberi e soffocati dal cemento. I dati
raccolti da Legambiente a Napoli, con temperature al suolo vicine ai 64
gradi in un parco giochi di San Pietro a Patierno, dimostrano che il
cambiamento climatico amplifica le disuguaglianze sociali.
Da quasi quattro anni il governo Meloni si distingue per una inazione
sistematica sulle politiche climatiche. Dietro un approccio ideologico che
minimizza l'emergenza si nasconde la difesa degli interessi delle lobby del
gas e del petrolio, mentre la crisi climatica produce danni alla salute,
all'economia e ai territori durante tutto l'anno.
L'Italia ha ormai il 28% del territorio esposto al rischio di
desertificazione, il consumo di suolo continua ad avanzare al ritmo di 2,7
metri quadrati al secondo e gli eventi meteorologici estremi provocano ogni
anno miliardi di euro di danni. Eppure il Piano nazionale di adattamento ai
cambiamenti climatici è rimasto senza le risorse necessarie per essere
attuato.
Invece di investire nell'adattamento climatico, nella riforestazione urbana
e nella tutela del territorio, il governo si prepara ad approvare una legge
che indebolisce la protezione della fauna selvatica, amplia l'attività
venatoria perfino nelle aree protette e continua a non affrontare il
mette a rischio ambiente, biodiversità e sicurezza dei cittadini.»