(AGENPARL) - Roma, 26 Giugno 2026 - L’Italia continua a mostrare una crescente esposizione agli eventi meteo estremi, un fenomeno che secondo l’analisi dell’ISPRA sta assumendo un carattere strutturale e non più episodico. Nei primi mesi del 2026 sono stati registrati 82 eventi estremi, tra allagamenti improvvisi, mareggiate, trombe d’aria e venti di burrasca, come riportato dall’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale
L’episodio più significativo è stato il ciclone Henry, che ha colpito duramente Sicilia, Calabria e Sardegna con precipitazioni eccezionali e raffiche superiori ai 120 chilometri orari, causando danni stimati in oltre due miliardi di euro, come evidenziato dalle ricostruzioni pubblicate dai principali osservatori climatici e riprese anche da Meteo.it . La combinazione tra consumo di suolo, fragilità idrogeologica, urbanizzazione costiera e sistemi di drenaggio insufficienti rende il territorio nazionale particolarmente vulnerabile, con ripercussioni su infrastrutture, agricoltura, portualità e aree urbane. Il quadro delineato dagli esperti conferma un cambiamento di regime climatico che richiede interventi strutturali di adattamento, dalla prevenzione idrogeologica alla gestione delle acque, fino al potenziamento dei sistemi di allerta e alla resilienza delle reti critiche, come sottolineato anche dalle analisi europee del programma Copernicus.
Le Nazioni Unite segnalano che il fenomeno di El Niño sta entrando nella sua fase più intensa e raggiungerà il picco tra giugno e luglio 2026, con effetti significativi sul clima globale. Le analisi dell’Organizzazione Meteorologica Mondiale, consultabili su indicano che l’anomalia termica del Pacifico equatoriale continuerà a influenzare la circolazione atmosferica, generando ondate di caldo più frequenti, precipitazioni estreme e condizioni meteorologiche instabili in molte aree del pianeta. L’ONU avverte che il 2026 potrebbe rientrare tra gli anni più caldi mai registrati, come già anticipato dai rapporti del programma europeo Copernicus. Per l’Italia questo scenario si traduce in un’estate potenzialmente più calda e irregolare, con fasi di forte calore alternate a episodi temporaleschi intensi, un quadro che si inserisce nella tendenza di crescente variabilità climatica osservata negli ultimi anni.
https://climate.copernicus.eu.
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https://public.wmo.int (public.wmo.int)
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