(AGENPARL) - Roma, 25 Giugno 2026 - "Treni saranno ridotti del 50% ma con aumenti dei tempi di viaggio fino a 2 ore e mezzo dovrebbero ridurre del 50% anche il costo dei biglietti"
«Avremmo bisogno di una visione che questo Governo non è stato capace di mettere in campo per garantire il futuro delle opere necessarie al Paese. Non sappiamo ancora quali opere per il trasporto rapido di massa il Governo intenda finanziare tra quelle che ha chiesto ai Comuni di presentare, né con quali risorse verranno realizzate. Sia dal punto di vista delle scelte politiche che degli investimenti sulle infrastrutture, l'azione di questo Governo equivale a quattro anni persi».
Lo afferma il vicepresidente della Commissione Trasporti della Camera, Andrea Casu, in un'intervista pubblicata da TPI.
«Salvini continua a portare avanti la propaganda del Ponte sullo Stretto, quando dovrebbe spiegare agli italiani cosa succederà a luglio a Ponte al Pino».
«L'intervento prevede un'interruzione della circolazione ferroviaria che attraversa il capoluogo toscano dal 5 al 10 luglio e dal 26 al 30 luglio. Così l'Italia sarà, di fatto, tagliata in due nel pieno della stagione estiva, quando a passeggeri e lavoratori abituali si aggiungeranno anche i turisti. È prevista una riduzione del 50% dei convogli programmati su questa tratta e la deviazione dei treni a lunga percorrenza attraverso la linea Tirrenica, con un allungamento dei tempi di viaggio fino a due ore e mezza. Salvini dovrebbe occuparsi degli effetti di questo intervento sulla vita dei viaggiatori e dei lavoratori».
«Hanno annunciato una riduzione del 50% dei treni e allora dovrebbero ridurre del 50% il costo dei biglietti, anche perché i tempi di percorrenza previsti aumentano di oltre due ore. Questo aggraverà una situazione sotto gli occhi di tutte le persone che viaggiano nel nostro Paese».
«Nei primi sei mesi del 2026, secondo i nostri calcoli, la somma dei minuti di ritardo accumulati dai treni sulla rete ferroviaria hanno già raggiunto l'equivalente di sette anni e mezzo, parliamo di sette anni e mezzo di vita rubata a pendolari, passeggeri, lavoratori e turisti».
«Da quattro anni chiediamo al Governo di pubblicare i dati assoluti, senza nascondersi dietro una definizione di puntualità basata sulle percentuali dei treni in orario, che non rappresentano la realtà con cui ogni giorno si scontrano i viaggiatori. Se Salvini non riesce a contarli da solo, possiamo prestargli la nostra calcolatrice».
«Abbiamo sempre condannato ogni atto doloso e non neghiamo le difficoltà dovute ai guasti, agli interventi necessari sulle linee, ai cantieri e alle inevitabili interruzioni dovute purtroppo alle tragedie che ogni giorno colpiscono il Paese. Tutto questo da parte nostra non potrà mai essere oggetto di critica politica. Chiediamo però al Governo di aprire gli occhi sui costi e sui rischi di alcune scelte, come l'aver puntato sull'alta capacità e aver consentito il sovraccarico della rete. E soprattutto condanniamo di non aver tenuto conto delle conseguenze di tutti questi stop nella vita di lavoratori e passeggeri, il totale caos informativo, l'assenza di servizi alternativi, rimborsi e assistenza adeguata per viaggiatori costretti ad attendere ore in piedi nelle stazioni senza nemmeno uno spazio dove potersi sedere. L'errore del Governo è aver negato l'entità del problema invece di affrontarlo avviando solo fuori tempo massimo un tardivo e inutile scaricabarile nei confronti dei vertici dell'azienda. Il primo responsabile, dal nostro punto di vista, è un ministro che si occupa di tutto, tranne che di trasporti».