(AGENPARL) - Roma, 23 Giugno 2026 - Quando è stato nominato Sottosegretario di Stato, Paolo Barelli aveva annunciato l'autosospensione da Presidente della Federazione Italiana Nuoto. Una scelta presentata come doverosa, proprio per evitare cortocircuiti tra il suo ruolo nell'esecutivo e il vertice della federazione sportiva. Nei fatti, però, a distanza di tempo Barelli continua a essere sistematicamente indicato dalla FIN come il suo Presidente, intervenendo in note ufficiali, rivendicando risultati e rappresentando gli interessi del settore natatorio.
L'ultimo episodio lo scorso 12 giugno, quando la Federazione ha diffuso una nota ufficiale in cui si legge che "prosegue senza sosta l'azione promossa dal presidente Paolo Barelli a sostegno delle società sportive". Lo stesso comunicato attribuisce a lui il merito del tavolo istituzionale con il Ministro Abodi e il Dipartimento per lo Sport che ha sbloccato ingenti risorse pubbliche per il comparto. Nello stesso testo, Barelli dichiara persino: "Stanno trovando risposte concrete dal lavoro istituzionale intrapreso da federazione e Governo, che ringrazio per le attenzioni dimostrate".
Siamo davanti a un paradosso: un membro del Governo è il presidente della federazione che riceve fondi pubblici, si intesta il merito di aver ottenuto quelle risorse e, infine, ringrazia il Governo di cui lui stesso fa parte! Per la candidatura di Giovanni Malagò alla FIGC, il Ministro Abodi ha ritenuto opportuno chiedere approfondimenti sul rischio di incompatibilità o "pantouflage". E nel caso Barelli? Oggi ho depositato un'interrogazione per chiedere al Ministro come sia possibile che il Sottosegretario Barelli, nonostante l'autosospensione annunciata, continui ad agire e a essere presentato come Presidente della FIN, e se tutto questo sia compatibile con i principi di trasparenza, imparzialità e netta separazione tra ruoli di governo e interessi federali.
Roma, 23 giugno 2026