(AGENPARL) - Roma, 22 Giugno 2026 - "Ho presentato un'interrogazione ai Ministri dell'Università e degli Affari Europei: il diritto allo studio non può diventare un'occasione di rendita immobiliare.
Il PNRR doveva servire ad aumentare i posti letto per gli studenti fuorisede e rendere più accessibile il diritto allo studio. Invece rischiamo di trovarci davanti al paradosso di studentati finanziati con risorse pubbliche ma più cari del mercato privato. Per questo ho deciso di presentare un'interrogazione parlamentare sugli alloggi universitari finanziati con i fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza.
I dati emersi dall'inchiesta di Chora Media e Will Media sono allarmanti: in 17 regioni su 19 il prezzo medio di una stanza singola targata PNRR supera quello del mercato privato rilevato da Immobiliare.it Insights. In Puglia il divario è del 50% (nelle Marche del 71%, in Umbria del 76%, in Molise dell'80% e in Calabria dell'88%). In Sicilia le tariffe risultano addirittura doppie, mentre in Basilicata arrivano a due volte e mezzo. È una situazione ancora più grave se si guarda al Centro e al Sud, dove i canoni medi sono normalmente più bassi: parliamo di 722 euro al mese a L'Aquila e Catania, e di 705 euro a Potenza. Si tratta di cifre del tutto insostenibili per moltissimi studenti e famiglie.
Con questo atto ispettivo chiedo al Governo di rendere pubblico l'elenco completo dei progetti finanziati (con localizzazione, gestori, posti letto e tariffe a confronto con i prezzi medi locali) e di fare assoluta chiarezza sui meccanismi che spingono così in alto i canoni. Va capito perché il sistema tariffario preveda una soglia minima di 350 euro mensili e perché il peso dei servizi accessori possa gonfiare i prezzi anche dove il mercato è molto più basso. La calmierazione del 15% evidentemente non basta.
La mia interrogazione punta il dito anche sulla distribuzione geografica dei posti letto e sui criteri dei bandi, per evitare che la diversa capacità di spesa dei soggetti attuatori penalizzi i territori con maggiore fabbisogno abitativo. Il punto fondamentale è verificare se il meccanismo costruito dall'esecutivo risponda alla domanda reale o se finisca per produrre nuove disuguaglianze. Chiedo inoltre vincoli più stringenti per evitare usi turistico-ricettivi incompatibili con la finalità pubblica e per garantire che le strutture restino residenze universitarie anche oltre i dodici anni previsti.
Prima di assegnare le risorse del nuovo fondo gestito da Cassa Depositi e Prestiti, il Governo deve correggere i criteri tariffari e distributivi. Servono alloggi davvero accessibili, non studentati di fascia alta finanziati con soldi pubblici. Il diritto allo studio non può diventare rendita immobiliare".
Roma, 22 giugno 2026