(AGENPARL) - Roma, 22 Giugno 2026 - La fase emendativa del 2026 in Commissione AGRI rappresenta l’evoluzione naturale del percorso avviato nel 2023, quando la Commissione europea ha presentato le prime proposte di riforma del materiale riproduttivo vegetale e ha avviato la revisione del materiale forestale di moltiplicazione. Nel 2023, infatti, il quadro normativo era ancora dominato da un insieme di direttive storiche e da regolamenti più recenti, mentre nel 2026 il Parlamento europeo interviene su testi già strutturati, con l’obiettivo di correggere, armonizzare e rendere applicabili le riforme.
Per quanto riguarda il materiale forestale di moltiplicazione (FRM), nel 2023 la Commissione aveva riconosciuto l’obsolescenza della Direttiva 1999/105/CE (link: https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX:31999L0105(eur-lex.europa.eu)), che da oltre venticinque anni disciplina produzione e certificazione del materiale forestale. Nel 2023 la riforma era ancora un progetto preliminare, centrato sulla trasformazione della direttiva in un regolamento unico. Nel 2026, invece, la discussione parlamentare si concentra su aspetti molto più avanzati: criteri genetici, resilienza climatica, tracciabilità avanzata e integrazione con la Strategia Forestale UE 2030. La differenza sostanziale è che nel 2023 si parlava di modernizzazione; nel 2026 si parla di coerenza climatica e applicabilità operativa.
Il dossier sul materiale riproduttivo vegetale (PRM) mostra la trasformazione più evidente. Nel 2023, con la proposta di regolamento PRM COM/2023/414 (link: https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX:52023PC0414 (eur-lex.europa.eu )), la Commissione intendeva sostituire un mosaico di direttive storiche: dalla 66/401/CEE (link: https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX:31966L0401 (eur-lex.europa.eu in Bing)) alla 66/402/CEE (link: https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX:31966L0402 (eur-lex.europa.eu )), dalla 2002/55/CE (link: https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX:32002L0055 (eur-lex.europa.eu)) alla 2008/72/CE (link: https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX:32008L0072 (eur-lex.europa.eu )) e 2008/90/CE (link: https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX:32008L0090 (eur-lex.europa.eu )). Nel 2023 l’obiettivo era la semplificazione normativa e la creazione di un quadro unico. Nel 2026, invece, il Parlamento interviene su questioni molto più concrete: tutela delle varietà da conservazione, deroghe per piccoli produttori, gestione del germoplasma, coerenza con le TEA (Tecniche di Evoluzione Assistita) e impatto sulle filiere sementiere. Il passaggio è netto: nel 2023 la riforma PRM era una razionalizzazione; nel 2026 è una riforma strutturale che deve conciliare innovazione, biodiversità e competitività.
Anche per la zootecnia il confronto tra 2023 e 2026 è significativo. Nel 2023, il Regolamento (UE) 2016/1012 (link: https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX:32016R1012 (eur-lex.europa.eu)) era considerato pienamente operativo e non si prevedevano modifiche sostanziali. Nel 2026, invece, emergono esigenze di aggiornamento legate all’applicazione pratica: armonizzazione dei libri genealogici, riconoscimento delle associazioni di razza, uniformità dei controlli e maggiore coerenza con la sanità animale. Ciò che nel 2023 era un quadro stabile, nel 2026 diventa un sistema da raffinare e rendere più omogeneo.
La sanità animale mostra un’evoluzione ancora più marcata. Nel 2023, il Regolamento (UE) 2016/429 – Animal Health Law (link: https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX:32016R0429 (eur-lex.europa.eu)) era in fase di piena implementazione, con numerosi atti delegati ed esecutivi ancora in corso di adozione. Nel 2026, invece, la revisione riguarda l’aggiornamento di tali atti alla luce delle emergenze epidemiologiche degli ultimi anni, come peste suina africana e influenza aviaria ad alta patogenicità. Il passaggio è evidente: nel 2023 si costruiva il sistema; nel 2026 si interviene per adattarlo dinamicamente alle nuove minacce sanitarie, rafforzando biosicurezza, tracciabilità e gestione dei focolai.
Nel complesso, il confronto tra 2023 e 2026 mostra un’evoluzione chiara: nel 2023 l’Unione europea era nella fase delle proposte e della costruzione del nuovo quadro normativo; nel 2026 è nella fase della correzione, armonizzazione e applicazione tecnica, con l’obiettivo di rendere le riforme coerenti con le politiche climatiche, con le esigenze delle filiere produttive e con le nuove sfide sanitarie e ambientali. La fase emendativa del 2026 non riscrive le proposte del 2023, ma le consolida, le raffina e le rende operative, trasformando un impianto teorico in un sistema normativo applicabile e coerente.