(AGENPARL) - Roma, 22 Giugno 2026 - "I dati presentati oggi dall'Istat certificano il fallimento del governo Meloni sulla giustizia. Per questo chiediamo che il ministro Nordio venga immediatamente in Parlamento a riferire sulle ragioni di questo risultato e sulle responsabilità di un esecutivo che ha sprecato un'occasione storica offerta dal PNRR". Lo dichiara Debora Serracchiani, deputata del Partito Democratico e responsabile nazionale Giustizia del PD.
"La giustizia era il secondo pilastro del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Per ottenere le risorse europee, l'Italia si era impegnata a ridurre drasticamente i tempi dei processi. Su questo obiettivo erano state costruite le riforme organiche del processo civile e penale volute dalla ministra Cartabia, che stavano producendo risultati concreti e consentendo al nostro Paese di raggiungere in anticipo diversi target concordati con l'Europa. Il rapporto ISTAT ci dice oggi che la riduzione complessiva dei tempi del processo civile si è fermata al 28,8%, ben lontana dal target del 40% previsto dal PNRR. L'obiettivo era portare la durata complessiva dei procedimenti da 2.512 a meno di 1.507 giorni. Siamo invece ancora a 1.789 giorni.
Un dato che dimostra come il percorso di riforma si sia arrestato e come il governo non sia stato in grado di trasformare gli impegni assunti in risultati concreti. In quasi quattro anni la destra non si è occupata di dare piena attuazione alle riforme che erano state approvate, né di migliorarle e rafforzarle dove necessario. Ha preferito concentrare l'attenzione sul referendum costituzionale, sulla prescrizione e sull'introduzione di oltre cinquanta nuovi reati, lasciando irrisolti i problemi strutturali di una giustizia che continua a soffrire per carenze di personale, inefficienze organizzative e ritardi cronici. Di fronte a questi numeri non bastano più gli annunci. Parliamo di risorse straordinarie che avrebbero dovuto rendere la giustizia italiana più veloce ed efficiente e che invece non hanno prodotto i risultati attesi. Siamo davanti a uno spreco abnorme e a un'occasione persa senza precedenti per il Paese".
Roma, 22 giugno 2026