(AGENPARL) - Roma, 19 Giugno 2026 - "Le verifiche e i controlli faranno il loro corso. Ma questa vicenda impone
che si ricordi cosa hanno rappresentato in questi anni le botteghe
dell'esperienza Alab per il centro storico di Palermo.
Parliamo di attività che hanno contribuito a riaprire saracinesche
abbassate, a riportare vita in strade un tempo abbandonate, a costruire
un'economia fatta di creatività, produzioni locali, lavoro condiviso e
buono, in una parte della città sempre più esposta al rischio di essere
schiacciata dall'*over-tourism* e da una offerta commerciale sempre più
univoca.
Per questo ciò che è accaduto oggi comporta anche una necessaria
riflessione sul modello di sviluppo che si sta costruendo a Palermo e se
questo sia davvero ciò che serve nel lungo periodo.
In questi anni decine di persone, creativi e creative, hanno trovato in
questa esperienza una rete, un sostegno e un'opportunità di cui
evidentemente molti hanno sentito il bisogno. E questo dovrebbe interrogare
anche le istituzioni. Palermo dispone davvero di strumenti adeguati per
accompagnare chi vuole avviare una piccola attività artigianale, artistica
o creativa? Esiste una politica capace di sostenere queste realtà nella
fase più delicata della loro crescita?
Vogliamo un centro storico sempre più orientato esclusivamente al turismo o
una città che continui a valorizzare le tradizioni e la cultura locale,
artigiani e artigiane, artiste e artisti, laboratori creativi?
L'artigianato non è soltanto economia. È identità, cultura e anche
attrattività. Su questo il Comune dovrebbe aprire una riflessione seria e
dire quale futuro immagina per il centro storico di Palermo".
Gangi.
![[Comune Palermo] Botteghe Alab, Di Gangi (PD): “Economia creativa e radicata che difende l’identità del centro storico](https://agenparl.eu/wp-content/uploads/2026/04/Comune-di-Palermo-@ComunePalermo-.png)