(AGENPARL) - Roma, 18 Giugno 2026 - I dati SVIMEZ confermano che il Mezzogiorno cresce da quattro anni più del Centro-Nord, smentendo molti stereotipi. Ma sarebbe un errore fermarsi al dato del PIL senza valutarne cause e sostenibilità. La crescita è stata trainata soprattutto dagli investimenti pubblici e dalle costruzioni, aumentate tra il 2022 e il 2025 del 48,6% nel Sud contro il 34,3% del Centro-Nord, grazie in larga parte al PNRR. Il problema è rendere questa dinamica strutturale: senza una strategia, alla fine di questa spinta riemergeranno bassa produttività, scarsa innovazione e divari territoriali.
Preoccupano inoltre i dati sull'occupazione: cresce quasi esclusivamente tra gli over 50, mentre gli occupati under 35 diminuiscono del 2% e quelli tra 35 e 49 anni dell'1,3%. Continuiamo a perdere terreno proprio nelle fasce che dovrebbero sostenere la crescita futura.
Positivo l'aumento dell'occupazione femminile nel Mezzogiorno, ma resta uno dei livelli di partecipazione al lavoro più bassi d'Europa.
La crescita sostenuta dagli investimenti è una buona notizia, ma per diventare sviluppo duraturo deve tradursi in maggiore produttività, innovazione e occupazione qualificata. Su questi indicatori il bilancio del governo Meloni resta negativo.
Roma, 18 giugno 2026