(AGENPARL) - Roma, 16 Giugno 2026 - gestione sostenibile**
L'assessore Barontini: "Strumenti per gestire fenomeni diffusi e
valorizzarne l'impatto positivo". Presentate proposte operative a
supporto di Comuni ed esercenti
/Scritto da Walter Fortini, martedì 16 giugno 2026 alle 16:55/
D'estate, ma non solo, città e borghi della Toscana si animano con una
presenza diffusa di iniziative e occasioni di aggregazione nelle ore
serali. Si tratta di dinamiche che rispondono a una domanda crescente di
socialità, che contribuiscono alla vitalità dei territori e sostengono
importanti comparti economici. L'intensificarsi la sera delle attività
può però determinare potenziali criticità legate all'impatto acustico,
soprattutto in contesti urbani più densamente abitati.
"Per questo – afferma l'assessore all'ambiente della Toscana, David
Barontini – la Regione ha scelto di mettere a disposizione delle
amministrazioni comunali un quadro di linee guida e strumenti operativi,
con l'obiettivo di accompagnare i territori nella gestione di questi
fenomeni in modo equilibrato ed efficace".
Le linee guida saranno prossimamente sottoposte all'esame della giunta. Il
percorso è stato avviato con un seminario promosso insieme ad Anci
Toscana, l'associazionr dei Comuni, che si è svolto a Palazzo Strozzi
Sacrati, sede della Presidenza della Regione, il 16 giugno.
"Si tratta – precisa l'assessore – di un'iniziativa che non introduce
vincoli o limitazioni, ma che intende sostenere i Comuni nella definizione
di strategie condivise, capaci di coniugare socialità, attrattività e
qualità degli spazi urbani. L'obiettivo è gestire il fenomeno, non
comprimerlo".
Tra le indicazioni proposte c'è la pianificazione di spazi urbani
dedicati, con la possibilità di individuare aree a maggiore vocazione
aggregativa, in grado di accogliere le attività e distribuire in modo più
equilibrato le presenze sul territorio. In questa prospettiva di aiuto
possono essere incentivi e adeguati servizi di accessibilità e mobilità,
dai parcheggi al trasporto pubblico locale
Particolare rilievo è attribuito ad azioni di informazione e
responsabilizzazione, rivolte ad operatori e frequentatori, nonché
occasioni di confronto tra organizzatori, esercenti e residenti delle
comunità locali. L'adozione infatti di buone pratiche organizzative
condivise tra amministrazioni, associazioni di categoria ed esercenti, per
una gestione ordinata e consapevole delle attività, può essere di
supporto. Tra queste c'è anche il presidio e accompagnamento dei flussi,
utili a garantire condizioni adeguate di fruizione degli spazi pubblici,
come l'uso di steward.
Tra le strategie possibili e suggerite da mettere in campo c'è anche la
mitigazione del rumore, incentivando soluzioni e tecniche innovative,
assieme a modifiche all'arredo urbano per incidere sui comportamenti
collettivi negli spazi più sensibili ed evitare, banalmente, che la gente
stazioni sotto le finestre dei residenti.
A volte chi fa rumore non ha contezza di farlo. La tecnologia in questo
caso può essere di supporto e dare un contributo rilevante. Grazie a
sensori Iot a basso costo e reti wifi, si è detto stamani, è facile
infatti oggi realizzare sistemi di monitoraggio intelligenti, interrogabili
anche da remoto, capaci di rilevare in tempo reale i livelli di rumore
presenti in una specifica area con alert che si generano in maniera
automatica. Li può attrezzare un'amministrazione comunale, creando
facilmente una rete sul territorio, oppure li può predisporre,
internamente, l'esercente, offrendo alle une e agli altri strumenti di
gestione più efficaci e trasparenti..
Gli stessi sensori, spostabili da un luogo ad un altro senza troppa
difficoltà, possono essere collegati a pannelli video e semafori mobili
per far 'vedere' il rumore prodotto a chi frequenta alcune zone della
città, richiamando le persone a ridurre spontaneamente i decibel prodotti.
Nuove frontiere si aprono anche grazie ad innovativi materiali
fonoassorbenti. Con pannelli trasparenti, traforati ed aperti, da applicare
in contesti aperti o alle finestre dei locali, si può far filtrare l'aria
ma bloccare il rumore, coniugando funzionalità e qualità degli spazi.
"Quello delle attività serali – conclude Barontini – è un ambito che
richiede capacità di governo, visione e collaborazione istituzionale. La
Regione intende svolgere un ruolo di supporto e indirizzo, valorizzando le
esperienze già presenti e promuovendo modelli sostenibili e
replicabili".
"La gestione del rumore generato dalla movida richiede risposte fondate
sulla conoscenza, sulla prevenzione e sulla collaborazione tra istituzioni.
La sfida è costruire città aperte, vivibili e attrattive, capaci di
coniugare socialità, qualità dello spazio pubblico e benessere delle
comunità" evidenzia Paola Galgani, vicesindaca di Firenze e referente di
Anci Toscana per le politiche ambientali. "Le linee guida regionali –
aggiunge – rappresentano uno strumento prezioso per supportare i Comuni
nell'adozione di strategie condivise e di interventi efficaci. Al tempo
stesso è fondamentale il confronto con le amministrazioni che hanno già
avviato progettualità ed esperienze concrete sul tema: la condivisione
delle buone pratiche offre indicazioni utili per affrontare una questione
sempre più rilevante per i territori".
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