(AGENPARL) - Roma, 16 Giugno 2026 - obbligatori**
A partire da agosto nel tpl su ferro e su gomma entreranno in vigore
adeguamenti tariffari annuali obbligatori (legati all'inflazione) cui si
aggiungeranno, nel caso del trasporto su gomma, ulteriori aggiornamenti
previsti dai contratti di servizio in vigore.
Per contenere, ed in alcuni casi annullare, questi aumenti la Regione
Toscana interverrà con uno stanziamento di quasi 12 milioni di euro, che
andrà a limitare l'impatto sui titolari degli abbonamenti, sia ferroviari
che di bus, tutelando così pendolari, utenti abituali e fasce sociali più
esposte.
Si tratta di una decisione che conferma la volontà della Regione di
difendere il diritto alla mobilità, evitando che sui cittadini ricada
interamente l'aumento dovuto sia all'adeguamento inflattivo obbligatorio
FOI – indice nazionale dei prezzi al consumo per le Famiglie di Operai e
Impiegati- (adeguamento previsto dal contratto di gestione, che consente
alle aziende di adeguare le tariffe ogni anno all'indice del tasso di
inflazione), sia alle tensioni internazionali e alla crisi dello Stretto di
Hormuz, criticità globali che stanno incidendo pesantemente sui costi
dell'energia e dei carburanti (Benzina +37%, Gasolio +30%).
La misura si inserisce in un sistema complesso, nel quale il trasporto
pubblico locale toscano viene sostenuto ogni anno con circa 450 milioni di
euro di risorse statali, 144 milioni di euro di risorse regionali e circa
38 milioni di euro messi a disposizione dagli enti locali.
I contratti di servizio in vigore – concepiti in periodi di maggiore
stabilità economica e geopolitica – prevedono adeguamenti tariffari
annuali obbligatori legati all'inflazione e, nel caso del trasporto su
gomma, ulteriori aggiornamenti contrattualmente definiti.
Senza un intervento diretto della Regione, questi meccanismi avrebbero
determinato aumenti generalizzati delle tariffe del 15% flat (nel 2023 fu
10% flat senza calmierazioni). La scelta compiuta è stata invece quella di
utilizzare risorse proprie per attenuare e in alcuni casi per azzerare gli
effetti degli adeguamenti e rendere più equa la distribuzione dei costi.
Dichiarazioni:
"Dal 2023 il prezzo del biglietto urbano in Toscana è di 1,7 euro – ha
ricordato il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani – dopo tre anni
di aumento del costo della vita, di guerra e di crisi del carburante si
passa a 2 euro. Non potevamo fare altro perché dobbiamo rispettare un
contratto sottoscritto circa 10 anni fa che dà al concessionario Autolinee
Toscane la possibilità di aumentare le tariffe in base al costo della vita
e all'inflazione. Noi abbiamo cercato di opporci, ma di fronte alla
possibilità di un contenzioso, che alla fine si sarebbe risolto a loro
favore, abbiamo acconsentito ad un lieve aumento, che è comunque in linea
con i costi dei biglietti nelle altre principali città italiane del
centro-nord: a Bologna il biglietto costa già € 2,30; a Milano € 2,20;
a Genova e Torino € 2. Siamo però intervenuti, mettendo ulteriori 12
milioni del bilancio regionale, per tutelare gli abbonamenti, sia su ferro
che su gomma". "Ricordo che la Regione Toscana da sola l'anno scorso ha
messo 144 milioni per il tpl risorse cui si sommano ogni anno 450 milioni
dello Stato e risorse da Comuni e Province, che nel complesso non arrivano
a 40 milioni. Noi stiamo facendo la nostra parte e siamo disponibili a
concertare nuove agevolazioni e proposte ma è necessario il coinvolgimento
degli altri enti coinvolti".
Il presidente ha inoltre ricordato anche un aspetto vantaggioso per il
servizio pubblico collegato ai vincoli contrattuali che legano la Toscana
al gestore del servizio di tpl su gomma: "Il contratto in vigore – ha
detto – ha previsto dal 2021 ad oggi un progressivo rinnovo del parco
mezzi, che ha portato sulle strade già più di mille bus nuovi, con un
abbattimento dell'età media del mezzi da 13 a 7 anni. Quest'anno è
previsto un inserimento particolarmente consistente di nuovi mezzi, per cui
entro fine anno potrebbero essere ben 1500 i mezzi nuovi in circolazione.
Dunque è giusto guardare alle tariffe, ma ricordiamo anche che lo stesso
contratto che ci impone gli adeguamenti all'inflazione, ci consente di
avere bus più nuovi, che non si fermano, non hanno guasti e sono più
sicuri e confortevoli".
Per spiegare l'origine e il senso della manovra è intervenuto anche
l'assessore regionale ai trasporti Filippo Boni: "Dobbiamo partire da due
elementi fondamentali – ha detto – il primo è che l'aumento esponenziale
dei costi del carburante per la comunità italiana e per la comunità
europea; il secondo punto è che dobbiamo adeguarci a quanto previsto in un
contratto di servizio di dieci anni fa, che è in vigore, che dà alle
aziende il diritto di adeguare ogni anno le tariffe all'indice FOI. La
Regione Toscana, in linea di principio totalmente contraria all'aumento, in
alcuni anni ha avuto le risorse per annullare completamente l'aumento delle
tariffe coprendo l'adeguamento all'indice FOI con risorse proprie, in altri
anni ha calmierato l'aumento.
Nel 2024 e nel 2025 l'aumento è stato annullato, ma quest'anno a fronte
della nuova richiesta delle aziende abbiamo fatto quanto possibile: abbiamo
messo a disposizione 12 milioni di euro, grazie ai quali verrà totalmente
annullato l'effetto dell'aumento sugli abbonamenti ferroviari regionali e
verrà di fatto dimezzato quello che sarebbe stato l'aumento sugli
abbonamenti per il tpl su gomma: doveva essere del 15%, sarà di circa
l'8%. E abbiamo messo in atto una serie di misure di carattere sociale: la
gratuità per i bambini sotto gli 11 anni, l'esclusione dall'aumento per
gli studenti under 26 che abitano più lontani, la possibilità di pagare
l'abbonamento in 4 rate, una novità assoluta nel tpl". "Siamo
naturalmente disponibili- ha concluso l'assessore – anche per cercare
ulteriori forme di agevolazione. Abbiamo già convocato la conferenza
permanente del trasporto pubblico, anche con gli enti locali, per il
prossimo 21 luglio. Potremo aprirci al dialogo, al confronto e valutare
insieme ai Comuni e alle Province, quali sono eventuali ulteriori azioni da
fare e quali ulteriori risorse da poter reperire".
TPL su ferro
Per il trasporto ferroviario regionale sono stati stanziati quasi 2 milioni
di euro, che andranno ad annullare il lieve aumento del costo degli
abbonamenti. Dunque i titolari di abbonamenti ferroviari non vedranno
aumenti, mentre l'adeguamento interesserà esclusivamente i biglietti
singoli.
La corsa singola registrerà un incremento pari al tasso inflattivo
cumulato, circa il 5%, come previsto dai contratti di servizio in essere da
anni, accordi che comprendono sia il servizio che il rinnovo del parco
mezzi con 70 nuovi treni e 2000 autobus, di cui ad oggi oltre 1000 sono
già rinnovati. Questa scelta tutela direttamente i pendolari e tutti
coloro che utilizzano quotidianamente il treno per studio o lavoro.
TPL su gomma
Sul trasporto pubblico su gomma, la Regione investirà circa 10 milioni di
euro per ridurre sensibilmente l'impatto degli aumenti. Grazie a questo
intervento, l'incremento previsto sugli abbonamenti verrà abbattuto di
quasi il 50%: dal 15% all'8%.
Per i biglietti urbani dei capoluoghi il costo passerà da 1,70 a 2 euro,
mantenendosi in linea con quanto avviene nelle principali città italiane
del centro-nord (a Bologna il biglietto costa già € 2,30; a Milano €
2,20; a Genova e Torino € 2).
Di fatto, il costo del viaggio andrà a calare in base alla frequenza:
In città, se usi il trasporto pubblico:
• biglietto singolo, un viaggio costa 2 euro;
• carnet da 10 corse, un viaggio costa 1,80 euro;
• abbonamento mensile (stimati circa 40 viaggi), un viaggio costa 1,06
euro;
• abbonamento annuale (stimati circa 400 viaggi), un viaggio costa 0,90
euro.
Accanto al contenimento degli aumenti per gli abbonamenti, la delibera
introduce e rafforza importanti misure di carattere sociale:
• Viene estesa la gratuità del trasporto ai minori fino al compimento
degli 11 anni, superando il precedente criterio legato all'altezza di un
metro.
• Viene inoltre annullato l'aumento degli abbonamenti extraurbani per
gli studenti fino a 26 anni.
• Viene introdotta la possibilità di rateizzare il costo degli
abbonamenti in quattro rate senza interessi.
Con questo intervento – fatto adesso perché le aziende dei trasporti
obbligano l'ente a dare comunicazione con circa due mesi di anticipo – la
Regione Toscana conferma la scelta di 'proteggere' chi utilizza ogni
giorno i bus, investendo sul trasporto pubblico come strumento di coesione
sociale, sostenibilità ambientale e sviluppo territoriale nonostante la
fase economica complessa.
Il prossimo 21 luglio si riunirà inoltre la Conferenza permanente per il
Trasporto Pubblico Locale, con l'obiettivo di verificare, insieme agli enti
locali e ai soggetti coinvolti, la possibilità di reperire ulteriori
risorse utili a ridurre ancora l'impatto degli aumenti residui e rafforzare
le misure di sostegno a favore degli utenti del trasporto pubblico toscano.
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