(AGENPARL) - Roma, 12 Giugno 2026 - l'emendamento AVS che lo escludeva?"
«Il Governo Meloni continua a muoversi in una coltre di ambiguità
gravissima sul nucleare. Il ministro Pichetto Fratin ha dichiarato che
eventuali applicazioni in ambito militare sarebbero "solo a scopo difensivo
e non offensivo". Ma oggi in Aula il Governo non ha chiarito cosa
significhi questa formula, né ha spiegato se si stia parlando di
propulsione nucleare per navi militari italiane o di altro. La verità è che
sarebbe stato molto semplice eliminare ogni dubbio: bastava approvare
l'emendamento di Alleanza Verdi e Sinistra alla legge delega sul nucleare,
con cui chiedevamo di escludere esplicitamente ogni utilizzo a fini
militari. Il Governo lo ha bocciato. Perché? Questa è la domanda a cui
continuano a non rispondere.
Noi avevamo detto con chiarezza: volete riaprire l'avventura folle del
nucleare civile? Almeno scrivete nella legge che l'uso è limitato
esclusivamente al civile e che ogni finalità militare è esclusa. La
maggioranza ha rifiutato. E oggi le dichiarazioni del ministro Pichetto
confermano tutte le nostre preoccupazioni. La distinzione tra nucleare
militare "difensivo" e "offensivo" è politicamente pericolosa e
giuridicamente inesistente. L'Italia è vincolata dal Trattato di non
proliferazione nucleare e non può permettersi zone grigie su un tema di
questa delicatezza.
Chiederemo conto direttamente al ministro dell'Ambiente e della Sicurezza
energetica delle sue parole e della contraddizione emersa oggi in Aula. Il
Parlamento ha diritto di sapere se esistono programmi, ricerche o
investimenti pubblici legati a tecnologie nucleari con applicazioni
militari, quali siano i soggetti coinvolti e quali siano i costi.
Mentre gli italiani pagano bollette altissime, il Governo non ha una
strategia seria sulle rinnovabili, blocca gli impianti e rilancia una
tecnologia costosa, lenta e pericolosa. Ora scopriamo che dentro questa
scelta può esserci anche un'ambiguità sull'uso militare del nucleare. È
inaccettabile".
