(AGENPARL) - Roma, 11 Giugno 2026 - "Le Comunicazioni di oggi della Premier tradiscono solo tanto nervosismo e un'insopportabile ipocrisia, ma confermano la sensazione di vuoto ed irrilevanza del governo italiano a livello europeo ed internazionale. Meloni invece di spiegare le ragioni delle sue assenze colpevoli ai tavoli UE ed internazionali, si lamenta dei troppi Vertici europei. Resta fredda sulle prospettive di adesione dell'Ucraina in UE per non indispettire Salvini. Critica il blocco di Hormuz ma non cita accuratamente le cause della crisi. Mai una considerazione sull'attacco illegale di Trump e Netanyahu che è all'origine dell'attuale shock energetico. La Premier parla di possibili sanzioni ai membri del governo israeliano ma non spiega perché non le adotta già in Italia e non chiarisce perché il suo governo continua a bloccare in UE la sospensione dell'accordo di associazione con Israele. Ricorda la flessibilità di 14 miliardi per l'energia ma non specifica che riguardano solo investimenti nelle rinnovabili, proprio quelle dal suo governo tanto osteggiate. Non propone una traccia di lavoro su cui orientare l'UE per investimenti comuni, come eurobond e un nuovo next generation. Dopo aver inveito all'assemblea Confindustria chiedendo che l'Europa faccia meno, oggi in Aula pretende invece che faccia di più. Evita però di ricordare che è lei a tirare il freno a mano sulle riforme che servirebbero per rendere le decisioni europee più rapide ed incisive, come l'eliminazione del diritto di veto. Basta ambiguità e giochi delle tre carte. Senza più Orban, oggi Meloni non ha più alibi. Lavori se ne è capace non per zavorrare ma per rafforzare l'UE. È l'unico modo per difendere davvero i nostri interessi politici, economici e sociali", così il capogruppo del Pd nella commissione affari europei della camera, Piero De Luca.
Roma, 11 giugno 2026