(AGENPARL) - Roma, 11 Giugno 2026 - Ucraina*
"Delle comunicazioni di oggi non hanno convinto le parole che non c'erano.
Non abbiamo sentito dire da nessuna parte che in Ucraina serve ancora il
sostegno militare; la risoluzione di Azione è l'unica che lo scrive. E
anche quando il governo sostiene che l'Ucraina deve entrare nell'Unione
europea dopo la Moldavia e i Balcani, dice una cosa che sarebbe giusta se
non fosse che in Ucraina si combatte una guerra e non possiamo pretendere
gli stessi obiettivi da parte di un Paese la cui capitale viene bombardata
ogni giorno. Serve un po' di pathos per queste persone che continuano a
combattere, bisogna avere il coraggio di dirlo anche se a Vannacci e a
Salvini non piace".
Così il vicesegretario di Azione, Ettore Rosato, intervenendo in aula alla
Camera sulle comunicazioni della premier Meloni in vista del Consiglio
europeo.
"In un tempo in cui si richiede una voce più forte, quella europea è
restata monocorde – ha proseguito Rosato. Siamo d'accordo con la presidente
del Consiglio quando contesta i formati E3, E5, E8 perché così non funziona
più. L'Ue deve essere quella a 27 e poi ci deve essere accanto un gruppo di
Paesi di punta che si mettono insieme con un unico principio: rendere la
voce europea più capace di rispondere alle esigenze che stanno fuori ai
nostri confini. Un gruppo di Paesi che l'Italia potrebbe anche guidare,
perché per tante caratteristiche riesce ad esprimere una capacità di
dialogo migliore di alcuni nostri vicini di casa. Serve per esempio fare
passi avanti anche contro il diritto di veto, che è anacronistico, e
riconoscere che il principio di voto a maggioranza conviene anche a noi",
ha concluso.
