(AGENPARL) - Roma, 10 Giugno 2026 - pagata con 14 miliardi di soldi pubblici
«Mi sarei aspettato che oggi l'amministratore delegato della Società
Stretto di Messina, Pietro Ciucci, annunciasse le proprie dimissioni. Da
anni assistiamo ad annunci e all'utilizzo di ingenti risorse pubbliche per
un'opera che continua a presentare enormi criticità. La Società Stretto di
Messina è diventata un caso: 21 dirigenti su 114 dipendenti, un dirigente
ogni cinque persone. E nel frattempo è stata ottenuta una deroga al tetto
degli stipendi, con compensi che superano i 300 mila euro.
Ciucci sostiene che l'avvocato Saccomanno, membro del Consiglio di
amministrazione della società, non avesse funzioni di amministrazione o
rappresentanza.
Ma il punto è un altro: sarà la magistratura ad accertare eventuali
responsabilità, anche alla luce dell'articolo 5 del decreto legislativo 231
del 2001, che riguarda la responsabilità degli enti per reati commessi nel
loro interesse o vantaggio da soggetti con funzioni di rappresentanza,
amministrazione o direzione. Io chiedo le dimissioni di Ciucci non per
l'indagine in sé, ma per la gestione politica e amministrativa di un
progetto che, insieme al ministro Salvini, sta impegnando 14 miliardi di
euro di soldi pubblici nonostante le gravi criticità sollevate da comitati,
tecnici e organismi scientifici.
Lo dico al governo: volete fare il Ponte sullo Stretto? Allora rispettate
le regole. Non potete andare avanti con un progetto vecchio, che risale al
1997, ignorando le nuove evidenze scientifiche e sismiche. Il pilone di
Cannitello insiste su una faglia attiva: è un fatto enorme, non un
dettaglio tecnico".
