(AGENPARL) - Roma, 10 Giugno 2026 - carico dello Stato. Perché Chigi continua a negare gli atti?
«Stiamo parlando di un'opera il cui progetto, come emerge anche dalle carte
della Società Stretto di Messina trasmesse alla Corte dei Conti, risale al
1997. Un progetto vecchio, che presenta criticità molto serie, già
segnalate da diversi comitati scientifici.
C'è un dato gravissimo: il pilone di Cannitello insiste su una faglia
sismica attiva, come risulta dagli stessi documenti dell'ISPRA e della
Società Stretto di Messina. La domanda è semplice: perché non è stato
riformulato un progetto alla luce delle nuove evidenze scientifiche,
sismiche e ambientali?
C'è poi un altro punto politico enorme. Quando Silvio Berlusconi propose la
gara per realizzare il Ponte sullo Stretto, almeno prevedeva un project
financing con il 60% dei costi a carico dei privati. Poi è arrivato Matteo
Salvini e ha deciso che a pagare dovesse essere interamente lo Stato, cioè
i cittadini italiani.
Siamo di fronte a un'opera senza una nuova gara europea, con evidenti
forzature sulle procedure ambientali e con numerose criticità ancora
aperte. Da parlamentare ho chiesto a Palazzo Chigi la documentazione
trasmessa alla Corte dei Conti e gli atti relativi alle interlocuzioni con
l'Unione europea, ma mi sono stati negati.
L'unica cosa certa, oggi, è che la Società Stretto di Messina è diventata
una grande macchina mangiasoldi: 114 dipendenti, 21 dirigenti e una spesa
per il personale di circa 6 milioni di euro, con stipendi che superano i
300mila euro e violano i tetti previsti.
Mentre il Sud ha bisogno di sanità, ferrovie, scuole, sicurezza del
territorio e infrastrutture vere, il governo continua a buttare miliardi in
un'opera sbagliata».