(AGENPARL) - Roma, 8 Giugno 2026 - Il cosiddetto Piano Casa del Governo Meloni viene presentato come una
risposta all'emergenza abitativa che attraversa il Paese. Dietro gli
annunci, però, emergono misure insufficienti e una visione che continua a
considerare la casa come una merce anziché come un diritto.
Tra i provvedimenti previsti vi è la possibilità di alienare parte del
patrimonio di edilizia residenziale pubblica. Una scelta che rischia di
ridurre ulteriormente la disponibilità di alloggi popolari, proprio mentre
aumentano le famiglie in difficoltà e le liste d'attesa per accedere a una
casa pubblica. Allo stesso tempo, il piano punta sul recupero 60.000
alloggi ERP inutilizzati, un obiettivo interessante ma che in realtà
risulta fattibile, con le risorse stanziate, solo per la metà di questi
alloggi.
Particolarmente preoccupante è il capitolo relativo agli sfratti, che
questo governo rende sempre più semplici con ogni intervento legislativo
che pone in essere.
A ciò si aggiunge l'istituzione di un fondo per la morosità incolpevole
finanziato però in parte attraverso i canoni versati dagli stessi
inquilini, sottraendo risorse che potrebbero essere destinate alla
manutenzione e al rafforzamento del sistema pubblico.
I dati e le analisi delle organizzazioni degli inquilini mostrano inoltre
che gli sfratti continuano a essere alimentati soprattutto dalla morosità e
dalla crescente pressione del mercato immobiliare, aggravata dalla
diffusione degli affitti brevi e dalla riduzione dell'offerta di abitazioni
a canone sostenibile.
Forte perplessità suscita anche l'affidamento a soggetti privati della
costruzione di alloggi popolari "ad affitti calmierati", testimoniando
ancora la mancanza di una programmazione e di un forte intervento pubblico.
Questo piano conferma dunque una scelta politica precisa: favorire le
logiche della rendita e del mercato immobiliare anziché garantire il
diritto all'abitare.
Come Partito della Rifondazione Comunista e Giovani Comunisti/e continuiamo
a rivendicare una politica della casa radicalmente diversa: un grande piano
nazionale di edilizia residenziale pubblica, il recupero e la
riqualificazione del patrimonio esistente senza privatizzazioni, il
rifinanziamento stabile dei fondi per il sostegno all'affitto e alla
morosità incolpevole, il contrasto alla speculazione immobiliare e la
garanzia del passaggio da casa a casa per chi si trova in condizioni di
fragilità.
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