(AGENPARL) - Roma, 5 Giugno 2026 - ITALIANI PER ABBATTERE LE LISTE D'ATTESA NELLA SANITÀ"
«Il sistema fiscale italiano è estremamente iniquo. Abbiamo aliquote che,
ad esempio sui redditi da 50 mila euro, arrivano al 43%: chi ha un reddito
di 50 milioni di euro paga la stessa aliquota di chi ne guadagna 50 mila.
C'è dunque un problema di progressività del nostro sistema fiscale, che è
tale solo fino a un certo punto.
Faccio un esempio: le tasse di successione. Alcuni giorni fa in Corea del
Sud gli eredi di Lee Kun-hee della Samsung hanno ereditato un patrimonio di
circa 17 miliardi di dollari pagando al governo quasi 8 miliardi di tasse
di successione. In Italia, i Del Vecchio di Luxottica hanno realizzato tra
i vari soci circa 50 miliardi di euro di patrimonio e hanno pagato circa
200 milioni di euro di tasse di successione.
C'è un problema molto serio: spostare la pressione fiscale in modo da
ridurla sul costo del lavoro è fondamentale, perché consentirebbe alle
imprese di avere più margine e ai lavoratori di vedere aumentare gli
stipendi.
Non penso a una patrimoniale permanente: bisogna adeguare il sistema delle
aliquote, renderle più giuste, diminuire la pressione fiscale sul ceto
medio e aumentarla sui redditi più alti. C'è poi una grande questione su
cui si può immaginare un contributo di solidarietà, una tassa di scopo sui
super ricchi — oggi in Italia sono 79, con un patrimonio complessivo di 357
miliardi di euro — per destinare risorse, nell'arco di 3-4 anni,
all'abbattimento delle liste d'attesa nella sanità pubblica. Sei milioni di
italiani non hanno accesso alle cure perché le liste d'attesa sono troppo
lunghe o perché non possono permettersi la sanità privata, con questa
misura potremmo farlo»
