(AGENPARL) - Roma, 5 Giugno 2026 - Nel quadro normativo recente, il tema del granchio blu occupa un ruolo centrale all’interno del Decreto‑legge 63/2024, convertito con modificazioni dalla Legge 101/2024, che la Camera dei deputati ha approvato definitivamente l’11 luglio 2024. Il provvedimento nasce come risposta urgente a una serie di criticità che stanno mettendo sotto pressione il settore primario: emergenze sanitarie come PSA, brucellosi e tubercolosi, crisi idrica, instabilità dei mercati e, appunto, l’espansione incontrollata del granchio blu nelle lagune e nelle aree costiere italiane.
Il capitolo dedicato al contenimento del granchio blu rappresenta uno dei punti più innovativi del decreto, perché riconosce formalmente la specie come una minaccia economica e ambientale di rilevanza nazionale. Il legislatore ha previsto risorse economiche dedicate, destinate sia agli interventi di cattura e smaltimento sia al sostegno degli operatori colpiti, in particolare nel comparto della pesca e dell’acquacoltura. La norma introduce procedure semplificate per autorizzare interventi rapidi nelle aree lagunari e costiere, superando i vincoli burocratici che in passato rallentavano le operazioni. Sono previste inoltre deroghe operative per consentire azioni immediate di gestione della specie invasiva, con l’obiettivo di limitare i danni agli ecosistemi e alle produzioni ittiche, soprattutto quelle più vulnerabili come vongole, cozze e molluschi autoctoni.
Accanto alle misure specifiche sul granchio blu, il decreto interviene in modo organico sul tema dei controlli agroalimentari, riconoscendo che la tutela delle filiere richiede un sistema ispettivo più forte, più coordinato e più rapido. Il provvedimento potenzia il ruolo dell’ICQRF, l’Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi, ampliandone le competenze e rafforzandone la capacità operativa. L’ICQRF viene messo nelle condizioni di agire con maggiore tempestività grazie a un accesso più immediato ai dati, alla possibilità di effettuare controlli congiunti e alla semplificazione delle procedure ispettive. Il decreto prevede inoltre un coordinamento più stretto tra ICQRF, Regioni, servizi veterinari, Guardia Costiera e Carabinieri Forestali, superando la frammentazione che in passato rendeva più difficile intervenire in modo unitario su emergenze complesse.
Questo rafforzamento dei controlli non riguarda solo la repressione delle frodi o la tutela della qualità, ma si estende anche alla gestione delle emergenze sanitarie e ambientali. PSA, brucellosi, tubercolosi bovina e bufalina, specie invasive e crisi idrica vengono affrontate attraverso un approccio integrato che combina prevenzione, monitoraggio, interventi rapidi e capacità di coordinamento interistituzionale. Il decreto riconosce che la sicurezza alimentare e la stabilità delle filiere dipendono dalla capacità dello Stato di intervenire in modo tempestivo e coordinato, soprattutto in un contesto di crescente complessità ambientale e di pressione sui sistemi produttivi.
Nel complesso, il D.L. 63/2024 – Legge 101/2024 costruisce un quadro normativo che affronta simultaneamente emergenze biologiche, criticità produttive e necessità di rafforzare la legalità nel settore agroalimentare. Il capitolo sul granchio blu e quello sui controlli rappresentano due facce della stessa strategia: proteggere gli ecosistemi, sostenere le imprese e garantire un presidio costante sulla qualità e sulla sicurezza delle produzioni italiane.