(AGENPARL) - Roma, 4 Giugno 2026 - "Respingiamo con forza le narrazioni distorte e le strumentalizzazioni della sinistra – sottolinea Rossi -. Non è affatto vero che nelle scuole non si farà più educazione affettiva o sessuale: il governo ha stabilizzato e reso obbligatorio l'insegnamento del rispetto, dell'empatia e delle relazioni in ogni ciclo scolastico. Inoltre, l'educazione sessuale biologica resterà saldamente nei programmi di scienze, introducendo per la prima volta alle medie e alle superiori anche la prevenzione contro i rischi delle malattie sessualmente trasmissibili. La differenza, semmai, sta nella serietà: pretendiamo che argomenti così cruciali per lo sviluppo dei minori siano trattati da medici, psicologi e professionisti qualificati, e non da attivisti esterni".
"Le istituzioni scolastiche – commenta Rossi – non possono trasformarsi nel terreno di propaganda di una specifica concezione ideologica dell'identità sessuale o della persona, come purtroppo abbiamo visto accadere in molte amministrazioni locali targate Pd, dove ingenti fondi pubblici sono stati destinati a progetti di associazioni esterne su stereotipi e orientamento sessuale, spesso camuffati dietro le etichette della parità di genere".
"Su questi temi non possono esserci zone grigie: la libertà educativa appartiene alle famiglie e non allo Stato, e la scuola non deve essere uno strumento coattivo di rieducazione del pensiero. E' finito il tempo delle prepotenze e delle imposizioni che certa sinistra, sin troppo presente nelle scuole, cerca di promuovere subdolamente e in barba alla buona fede delle famiglie Con l'obbligo del consenso scritto preventivo, i genitori sapranno sempre cosa viene proposto in classe, potendo scegliere liberamente. Difendere il consenso informato significa difendere la libertà e favorire una crescita equilibrata dei nostri giovani", conclude Fabrizio Rossi.
