(AGENPARL) - Roma, 3 Giugno 2026 - Da Michelotti dichiarazioni che minano terzietà della presidenza
"Le dichiarazioni di Fratelli d'Italia sono gravi e dimostrano ancora una volta il tentativo della maggioranza di piegare i lavori della Commissione Forteto a finalità di propaganda politica. Il Partito Democratico non ha mai ostacolato alcuna audizione né alcun filone di approfondimento. Fin dall'insediamento della Commissione abbiamo garantito piena collaborazione, nell'interesse esclusivo della verità e delle vittime. Grave che il presidente della commissione sposi tesi precostituite quando il suo ruolo impone terzietà". Lo dichiara Cristian Di Sanzo, capogruppo del Partito Democratico nella Commissione bicamerale d'inchiesta sul Forteto. "Quello che contestiamo è un metodo sempre più evidente: Fratelli d'Italia cerca di trasformare una Commissione parlamentare d'inchiesta in uno strumento di attacco politico contro il Partito Democratico, convocando ex parlamentari e dirigenti sulla base di elementi inconsistenti o del tutto estranei ai fatti oggetto dell'inchiesta. Le audizioni svolte finora hanno confermato l'infondatezza di questo approccio". "Ancora più grave è quanto emerge dalle dichiarazioni del presidente Michelotti sull'audizione di Andrea Orlando. Si afferma pubblicamente che l'allora Ministro della Giustizia non avrebbe promosso un'azione disciplinare, formulando di fatto una conclusione prima ancora di aver ascoltato il diretto interessato. È l'esatto contrario del metodo che dovrebbe seguire una Commissione d'inchiesta: prima si ascoltano le persone, si acquisiscono gli elementi e poi si formulano eventuali valutazioni, non il contrario". "Le vittime del Forteto meritano serietà, rigore e rispetto. Meritano una Commissione impegnata ad accertare la verità, non una passerella per costruire polemiche politiche o processi mediatici. Il Partito Democratico continuerà a collaborare lealmente ai lavori della Commissione, ma non accetterà che il dolore delle vittime venga strumentalizzato per finalità di parte".
Roma, 3 giugno 2026