(AGENPARL) - Roma, 3 Giugno 2026 - Italia"
Scritto da Redazione, mercoledì 3 giugno 2026
La Toscana punta sulle rinnovabili per produrre energia elettrica. E lo fa
sia con la geotermia che con l'eolico, con l'obiettivo di uno sviluppo
compatibile sia con i vincoli derivanti dagli obiettivi fissati a livello
nazionale che con quelli ambientali.
"Nel programma di legislatura – ha spiegato il presidente Eugenio Giani –
avevamo previsto di arrivare dall'attuale livello di autoproduzione, poco
più del 50%, ai due terzi e realizzeremo questo obiettivo. La Toscana è
tra le Regioni più virtuose per gli impianti di energia rinnovabile e lo
sarà ancora di più con l'approvazione dei piani di accelerazione e di
individuazione delle aree idonee per il fotovoltaico, ma anche con lo
sviluppo dell'eolico".
"In questi cinque anni – ha aggiunto – abbiamo sviluppato politiche che
hanno consentito di aumentare la produzione di energia da rinnovabili, in
particolare dalla geotermia: grazie all'intesa con Enel Green Power questa
fonte oggi permette di coprire il 34% della produzione regionale di energia
elettrica e puntiamo di arrivare fino al 37-38%. Pochi giorni fa sono state
Green Power realizzerà in base all'accordo per complessivi 65 Mw a Santa
Fiora, Piancastagnaio e Monterotondo Marittimo".
"Accanto a questo – ha poi proseguito Giani – ci sono altre due atti che
approveremo nella prossima giunta: il piano di accelerazione per la
realizzazione di impianti fotovoltaici e la legge attuativa della legge 4
del 2026 (quella che rivoluziona la disciplina delle aree idonee per
l'installazione di impianti a fonti di energia rinnovabile) che ci
permetterà di individuare in più di 150 comuni toscani spazi per la
realizzazione di questi impianti. Su questo convocheremo presto
un'assemblea generale di tutti i sindaci interessati da questi spazi per
attuare le prescrizioni della legge statale, un confronto a tutto campo per
individuare gli spazi che ospiteranno gli impianti".
"Voglio anche ricordare – ha detto ancora Giani – che alla Toscana è
stato assegnato dallo Stato il 5,30% dell'obiettivo nazionale, senza
peraltro esplicitare alcuna motivazione in relazione alla metodologia con
la quale questo stesso target è stato assegnato. Quello che è certo è
che è un dato rilevante, anche alla luce del fatto che la nostra Regione
ha un alto livello di territorio tutelato ai sensi del codice del Paesaggio
e questo incide, e non poco, sull'iter autorizzativo di un impianto, e non
per previsione normativa regionale ma per la stessa normativa nazionale.
Senza volersi in alcun modo sottrarre a tale obiettivo – dice ancora Giani
-, consideriamo che il dato di partenza al 2020 era di 2.365 Mw di potenza
installata, quindi l'obiettivo al 2030 è di circa 6.600 Mw o, più
semplicemente, 6,6 Gw di potenza totale. Ciò che dovremo garantire è
quindi il dato finale al 2030. Il decreto legislativo n. 190 individua
anche dei target annuali, a partire dal 2021, ma gli stessi vanno intesi
come dati intermedi che segnano il trend e derivano da una interpolazione
tra il dato di partenza e quello di arrivo. Sono dati quindi utili a
comprendere indicativamente l'andamento da seguire ma non sono da intendere
come obiettivi vincolanti per il raggiungimento del target finale. I dati
tra l'altro si distribuiscono non in modo lineare, ma in una sorta di
iperbole con il grosso della crescita concentrato negli ultimi anni. Non
possono quindi essere prese per buone tutte quelle argomentazioni sui
ritardi della Regione che prendono il dato di crescita dell'ultimo anno e
lo ripetono fino al 2030".
fatto che l'ente che certificherà il raggiungimento del dato è il
