(AGENPARL) - Roma, 3 Giugno 2026 - "Il Partito Democratico ha chiesto un'informativa urgente del ministro Piantedosi, della ministra Calderone e del ministro Lollobrigida sui gravissimi fatti di Amendolara. La morte di quattro braccianti, tre cittadini pakistani e un cittadino afgano, impone una risposta immediata da parte del governo e delle istituzioni".
Lo dichiara Arturo Scotto, capogruppo del Partito Democratico in Commissione Lavoro alla Camera.
"Quanto accaduto non è una semplice pagina di cronaca nera. È il volto più crudele dello sfruttamento che continua a esistere nel nostro Paese. E ci obbliga a una domanda scomoda: siamo davvero una Repubblica fondata sul lavoro o stiamo diventando una Repubblica fondata sullo sfruttamento? Perché non riusciamo a sradicare il caporalato? Perché non riusciamo a colpire fino in fondo chi organizza e trae profitto da questo sistema di ricatto e illegalità?"
"Il governo deve spiegare perché non è stato in grado di spendere le risorse del PNRR destinate al contrasto dello sfruttamento lavorativo e al superamento dei ghetti agricoli. Che cosa ha fallito? Perché non si è riusciti a investire risorse già disponibili per garantire condizioni di vita e di lavoro dignitose a migliaia di lavoratori agricoli?"
Perché non si introduce il Documento unico di regolarità contributiva come in edilizia per stanare chi usa manodopera in maniera illecita?
"Occorre sapere dove sono gli ispettori del lavoro annunciati dal governo e perché il rafforzamento dei controlli procede con tanta lentezza. Senza una presenza effettiva dello Stato nei territori più esposti, il caporalato continua a prosperare e a colpire i lavoratori più vulnerabili."
"Serve inoltre affrontare le cause strutturali dello sfruttamento. Perché non si interviene sulla legge Bossi-Fini, che continua a produrre precarietà e ricattabilità? Perché si continua a respingere la proposta di introdurre un salario minimo legale che garantisca una soglia di dignità contro il lavoro povero?"
"Di fronte a una tragedia come quella di Amendolara non bastano il cordoglio e l'indignazione. Il governo venga in Parlamento a riferire e a spiegare cosa intende fare per fermare un sistema che continua a negare diritti, dignità e sicurezza a chi lavora. Perché una Repubblica fondata sul lavoro non può accettare che si continui a morire di sfruttamento", conclude Scotto.
Roma, 3 giugno 2026