(AGENPARL) - Roma, 3 Giugno 2026 - "La Commissione europea ha battuto un colpo e dato un segnale. Tuttavia, rispetto alle richieste epistolari della Premier Meloni, è una vittoria di Pirro per il governo, perché da Bruxelles arriva un messaggio molto chiaro agli Stati membri: è possibile utilizzare margini di flessibilità fino allo 0,6% del PIL, ma solo per sostenere gli investimenti strategici nelle fonti rinnovabili e nella decarbonizzazione, non per abbassare le accise sui carburanti.
L'Italia potrebbe mobilitare risorse fino a circa 14 miliardi in tre anni, da destinare ad inteventi rivolti allo sviluppo delle rinnovabili, che consentono di aumentare l'autonomia energetica del Paese e di ridurre davvero in modo strutturale il costo delle bollette per famiglie e imprese. Si tratta però dell'esatto opposto di quanto fatto finora dal governo, che ha rallentato o ostacolato gli investimenti necessari alla transizione energetica per ragioni ideologiche e propagandistiche. Adesso, però, il governo deve dire con chiarezza che cosa intende fare e con quali risorse. Finora abbiamo assistito soltanto a uno psicodramma interno alla maggioranza, attraversata da posizioni profondamente diverse. Ora la premier non ha più alibi né capri espiatori su cui scaricare le proprie incapacità. Si assuma le sue responsabilità e dica che misure intende adottare per aiutare le famiglie e le imprese sul tema del caro bollette, carburanti e carrello della spesa". Lo ha detto Piero De Luca, deputato Pd e capogruppo in commissione politiche europee, a Omnibus su La7
Roma, 3 giugno 2026