(AGENPARL) - Roma, 3 Giugno 2026 - Il mercato del vino italiano continua a muoversi in un equilibrio delicato. I dati più recenti mostrano un leggero miglioramento nelle esportazioni verso i Paesi extra‑UE, ma il segno resta ancora negativo: –11% nel trimestre. È un recupero parziale, che interrompe la fase più critica registrata tra fine 2025 e inizio 2026, ma non basta a riportare il settore in territorio positivo.
Gli operatori parlano di un mercato che sta “respirando”, ma che non ha ancora ritrovato la piena stabilità. Gli Stati Uniti, primo sbocco extra‑europeo, mostrano segnali di ripresa, mentre Canada e Giappone restano prudenti negli acquisti. Più dinamici alcuni mercati asiatici, dove cresce l’interesse per le denominazioni italiane di fascia medio‑alta, anche se i volumi non compensano ancora le flessioni registrate nei mercati più maturi.
A pesare sono diversi fattori: la concorrenza internazionale sempre più aggressiva, i costi logistici ancora elevati, la pressione inflazionistica che riduce la capacità di spesa dei consumatori e, non ultimo, l’effetto delle politiche sanitarie e fiscali adottate da alcuni Paesi terzi. In questo contesto, le aziende italiane stanno puntando su strategie più selettive, rafforzando la presenza nei mercati premium e investendo in promozione mirata.
Il quadro complessivo resta dunque complesso: il miglioramento c’è, ma è fragile. Il settore attende ora i dati della campagna estiva e le prime indicazioni sulla domanda autunnale, tradizionalmente più forte. Per ora, il segnale è chiaro: il vino italiano tiene, ma la ripresa dell’export extra‑UE è ancora un percorso in salita.