(AGENPARL) - Roma, 3 Giugno 2026 - Nel Progetto di Ordine del Giorno del 3 giugno 2026 (codice CJ71_OJ (2026)06‑03_1), il Parlamento europeo formalizza una delle sedute più significative della stagione legislativa: la riunione congiunta delle commissioni AGRI, BUDG e REGI. È un formato che non si vede spesso e che, proprio per questo, segnala un passaggio politico di rilievo. Quando agricoltura, bilancio e coesione territoriale vengono convocati insieme, significa che il dossier in discussione ha un impatto trasversale e richiede una visione integrata, come previsto dall’architettura normativa della PAC introdotta dal Regolamento (UE) 2021/2115, che disciplina i Piani Strategici della PAC per il periodo 2023‑2027.
La riunione si colloca infatti nel percorso di preparazione della PAC post‑2027, che dovrà essere definita nel quadro del prossimo Quadro Finanziario Pluriennale 2028‑2034, regolato dal Regolamento (UE, Euratom) 2020/2093. È proprio questo incrocio tra politiche agricole, risorse finanziarie e sviluppo territoriale a rendere necessario il coinvolgimento simultaneo delle tre commissioni.
La Commissione REGI, in particolare, sta esaminando una serie di documenti che si intrecciano direttamente con la futura programmazione agricola. Tra questi figurano:
- pareri sulla PAC 2028–2034, che dovranno essere coerenti con i principi della politica di coesione definiti nel Regolamento (UE) 2021/1060 (disposizioni comuni sui fondi strutturali);
- emendamenti relativi al nuovo quadro di spesa agricola, che incidono sul Fondo europeo agricolo di garanzia (FEAGA) e sul Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR), entrambi disciplinati dal Regolamento (UE) 2021/2116 sulla gestione finanziaria della PAC;
- documenti congiunti AGRI–REGI, che riguardano il coordinamento tra interventi PAC e politiche di coesione, in particolare nelle aree rurali e nelle regioni meno sviluppate.
Il cuore del dibattito riguarda la valutazione dei Piani Strategici nazionali, introdotti dal Regolamento 2021/2115 come strumento unico di programmazione, e oggi oggetto di monitoraggio attraverso i Performance Reports annuali previsti dall’art. 134 dello stesso regolamento. La Commissione europea ha già segnalato la necessità di migliorare la performance ambientale, la semplificazione amministrativa e la capacità degli Stati membri di adattare rapidamente i propri PSP alle crisi di mercato e ai cambiamenti climatici.
In questo contesto, la riunione congiunta assume un valore strategico: AGRI porta le esigenze del settore agricolo, BUDG valuta la sostenibilità finanziaria delle proposte, REGI garantisce che le scelte non compromettano la coesione territoriale e lo sviluppo rurale, principi sanciti dall’art. 174 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea (TFUE).
Il lavoro delle tre commissioni non produce decisioni immediate, ma costruisce l’ossatura della futura PAC. Si discute di semplificazione normativa, di maggiore flessibilità per gli Stati membri, di ecoschemi più accessibili, di una riserva di crisi rafforzata e di un legame più stretto tra PAC e innovazione, in linea con i programmi europei di ricerca come Orizzonte Europa (Regolamento UE 2021/695).