(AGENPARL) - Roma, 3 Giugno 2026 - La riforma della PAC dopo il 2027 nasce dall’esigenza di costruire una politica agricola più semplice, più flessibile e più capace di resistere agli shock che negli ultimi anni hanno messo in difficoltà il settore: crisi di mercato, tensioni geopolitiche, cambiamenti climatici e un crescente squilibrio economico per gli agricoltori. La Commissione europea immagina una PAC meno burocratica ma non meno ambiziosa, con un budget agricolo che dovrebbe restare stabile, attorno ai 300 miliardi di euro, per garantire continuità e sicurezza al comparto.
Il cuore della riforma sono i Piani Strategici, che diventeranno ancora più centrali. Bruxelles vuole snellirli, ridurre gli oneri amministrativi e rendere più semplice la vita agli agricoltori: meno carte, più strumenti digitali, più autocertificazioni. Allo stesso tempo, gli Stati membri avranno maggiore libertà nel modellare gli interventi sulle proprie esigenze, senza dover negoziare ogni dettaglio con la Commissione. È un cambio di passo importante, pensato per adattare la PAC alle diversità territoriali e alle emergenze che possono cambiare rapidamente il quadro agricolo.
Anche gli ecoschemi saranno ripensati: dovranno essere più accessibili, più chiari e più vicini alle pratiche già diffuse nelle aziende, così da evitare rinunce e abbandoni. Accanto a questo, la Commissione propone una rete di sicurezza molto più robusta, con una riserva di crisi da 6,3 miliardi di euro per intervenire rapidamente quando i mercati agricoli entrano in difficoltà.
La PAC del futuro sarà anche più legata all’innovazione: ricerca, biotecnologie, agricoltura di precisione, sementi resilienti, digitalizzazione. Tutto questo sarà integrato con i grandi programmi europei come Orizzonte Europa e il Fondo per la competitività, perché la modernizzazione del settore non può più essere rimandata.
I nuovi Piani Strategici, quindi, non saranno solo un documento amministrativo: diventeranno lo strumento con cui l’Europa cercherà di garantire reddito agli agricoltori, rafforzare la sicurezza alimentare, sostenere la transizione ecologica, gestire i rischi climatici e di mercato, favorire il ricambio generazionale e mantenere vive le aree rurali. Il Parlamento europeo ha già indicato le sue priorità: difendere il budget agricolo, semplificare le regole, digitalizzare i processi, gestire meglio l’acqua e sostenere i giovani.
In definitiva, la PAC post‑2027 si muove verso un modello costruito su tre pilastri: reddito e competitività, sostenibilità e resilienza, innovazione e giovani. E i Piani Strategici saranno il motore che tradurrà tutto questo in misure concrete per chi lavora la terra ogni giorno.