(AGENPARL) - Roma, 29 Maggio 2026 - Il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale degli Operai Agricoli e Florovivaisti per il triennio 2026–2029 segna un passaggio importante per un settore che, più di altri, vive la tensione tra tradizione e trasformazione. Il nuovo accordo, firmato dalle principali organizzazioni datoriali e sindacali, riguarda oltre un milione di lavoratori e arriva in un momento in cui l’agricoltura italiana è chiamata a confrontarsi con sfide strutturali: carenza di manodopera, aumento dei costi, instabilità dei mercati e necessità di innovazione.
L’elemento più immediato del rinnovo è l’aumento salariale del 5,1%, distribuito in due tranche — la prima a giugno 2026, la seconda a gennaio 2027 — pensato per compensare l’erosione del potere d’acquisto e rendere più attrattivo un comparto che fatica a trovare lavoratori, soprattutto nelle fasi stagionali più intense. Ma il contratto non si limita a un adeguamento economico: punta a intervenire su uno dei nodi più delicati, quello della stabilità occupazionale. Le parti sociali hanno lavorato per rafforzare gli strumenti che favoriscono continuità e qualità del lavoro, riducendo la frammentazione dei rapporti e valorizzando la professionalità degli operai agricoli.
Il tema del reperimento della manodopera resta centrale. Il contratto recepisce e aggiorna gli strumenti previsti dal quadro normativo nazionale — dal D.lgs. 81/2015 sui contratti di lavoro al Piano Nazionale per il Lavoro Agricolo di Qualità, istituito dal D.L. 91/2014 — con l’obiettivo di migliorare l’incontro tra domanda e offerta, contrastare il lavoro irregolare e sostenere le imprese nei periodi di picco produttivo. In questo senso, il CCNL si muove nella direzione di una maggiore integrazione tra politiche del lavoro, innovazione digitale e esigenze delle filiere.
Un altro capitolo significativo riguarda la sicurezza sul lavoro, tema sempre attuale in agricoltura. Il contratto richiama e rafforza gli obblighi previsti dal Testo Unico sulla sicurezza (D.lgs. 81/2008), puntando su formazione, prevenzione e responsabilizzazione delle imprese. L’obiettivo è ridurre un tasso di infortuni che, nonostante i progressi degli ultimi anni, resta più alto rispetto ad altri settori.
Nel complesso, il rinnovo del CCNL 2026–2029 non è un semplice aggiornamento contrattuale: è un tentativo di accompagnare l’agricoltura italiana in una fase di transizione, in cui la competitività passa anche dalla qualità del lavoro, dalla stabilità dei rapporti e dalla capacità di attrarre nuove competenze. È un segnale politico e sociale che riconosce il valore di chi lavora nei campi e nelle serre, e che prova a costruire condizioni più solide per un settore che continua a essere essenziale per l’economia e per i territori.