(AGENPARL) - Roma, 28 Maggio 2026 - "I dati del Fondo Monetario Internazionale (FMI) non ci sorprendono, ma sono peggiorativi rispetto a quelli già forniti da altri organismi internazionali: l'Italia cresce meno della metà della media europea, siamo ultimi in Europa con un distacco significativo. E le debolezze elencate dal FMI sono direttamente legate alle politiche di questo governo". Lo dichiara la deputata Maria Cecilia Guerra, capogruppo dem in commissione Bilancio e componente della segreteria nazionale del Pd, commentando il rapporto del Fondo Monetario Internazionale sull'economia italiana.
"Da tre o quattro anni – prosegue l'esponente Pd – proponiamo soluzioni sul costo dell'energia: rinnovabili, disaccoppiamento del prezzo dell'elettricità dal gas, mercato unico dell'energia a livello europeo, tuttavia, non vogliono farlo. Si inventano deleghe a futura memoria sul nucleare e intanto non intervengono su nulla di concreto. E Meloni, che urla contro l'Europa, cosa ha fatto in sede europea per portare a casa un mercato unico dei capitali che ci consentirebbe di indebitarci a tassi più bassi? Niente. Sul debito e sul disavanzo hanno puntato tutto sull'uscita dalla procedura di infrazione e non ci sono riusciti. Il debito è cresciuto e la debolezza della crescita ne consegue. Ma c'è un elemento che continuano a ignorare: la crescita anemica dipende anche dalle disuguaglianze che stanno coltivando. Salari così bassi non permettono alle persone di vivere dignitosamente né di sostenere con la domanda una crescita significativa".
"Sul fronte degli interventi a pioggia come quello sulle accise – conclude Guerra – il FMI ha ragione. Occorre mettere le poche risorse disponibili dove c'è effettivamente il bisogno, con trasferimenti mirati alle famiglie più vulnerabili. Come ha mostrato anche l'Ufficio parlamentare di bilancio, le spese energetiche pesano molto di più sui redditi bassi. Poi servono politiche industriali serie e programmi strutturali di contrasto alla povertà, non la distruzione di quel poco che era stato costruito. Il bilancio di questo governo è gravemente negativo, e quello che preoccupa di più è che siamo a pochi mesi dalle elezioni: tutto quello che stanno facendo, anche in Europa, è mirato a ricavare qualche spazio per continuare a distribuire bonus che non ci portano da nessuna parte".
Roma, 28 maggio 2026