(AGENPARL) - Roma, 27 Maggio 2026 - In Commissione bilancio, è stato discusso l'aggiornamento del documento di economia e finanza regionale. E in quel documento (non in un dossier dell'opposizione, ma in un atto ufficiale della Regione Puglia, firmato dalla stessa Giunta che chiede ai pugliesi 242 milioni di euro di tasse in più), c'è scritto, nero su bianco, il fallimento della sanità pugliese".
"Andiamo coi numeri, perché qui non c'è bisogno di chiacchiere — afferma Cera —. La Regione stessa, nel suo aggiornamento, certifica quattro cose. Prima: in Puglia rinuncia alle prestazioni sanitarie l'8,4 per cento dei cittadini. Peggio del Mezzogiorno, fermo al 7,7. Peggio della media nazionale, ferma al 7,6. Quasi un pugliese su dodici non riesce più a curarsi. Seconda: l'emigrazione ospedaliera verso altre regioni è al 9,2 per cento, contro l'8,3 della media italiana. È la mobilità passiva di cui parliamo da settimane, e adesso ce la certifica la Giunta: pugliesi costretti a salire su un treno e a curarsi al Nord perché qui non trovano risposta. Terza: l'assistenza domiciliare integrata per gli anziani arriva ad appena il 2,1 per cento, sotto il Mezzogiorno (2,9) e ben sotto l'Italia (3,3). Significa che i nostri anziani sono lasciati più soli che altrove. Quarta: in Puglia abbiamo 3,9 medici ogni mille abitanti, contro i 4,1 di Italia e Mezzogiorno. Meno medici di tutti".
"Questo è il quadro — incalza il consigliere leghista —. E non è il quadro disegnato dall'opposizione: è il quadro che la Giunta Decaro, con il proprio documento di programmazione, presenta al Consiglio regionale. Più cure rifiutate. Più pazienti costretti a partire. Meno anziani assistiti a casa. Meno medici negli ospedali. Tutto sotto la media nazionale. Su tutto, peggio del Mezzogiorno. La sanità pugliese è in fondo a tutte le classifiche. Lo certifica la Regione, non lo grida un comunicato di partito".
