(AGENPARL) - Roma, 25 Maggio 2026 - Il consigliere regionale Nilo Arcudi (Tp‑Uc) accende i riflettori sulla situazione del Serd di Spoleto e della Valnerina, chiedendo alla Giunta regionale di chiarire le ragioni del recente provvedimento della Usl Umbria 2 che prevede il trasferimento parziale della responsabile del servizio a Terni. Una decisione che, secondo Arcudi, rischia di indebolire in modo significativo un presidio sanitario già fragile e fondamentale per il territorio.
Il Serd, ricorda il consigliere, svolge un ruolo delicatissimo nella prevenzione e nella cura delle dipendenze patologiche, con un’attenzione particolare ai giovani e alle famiglie più esposte. Per questo motivo, la scelta di assegnare la responsabile del servizio fino a quattro giorni a settimana alla struttura di Igiene e Sanità Pubblica di Terni appare, a suo giudizio, un passo indietro nella tutela della sanità territoriale dell’Umbria meridionale. Un territorio che, per caratteristiche sociali e geografiche, richiede servizi stabili, continui e pienamente operativi.
Arcudi denuncia il rischio di un progressivo depotenziamento delle aree periferiche, che verrebbero private di figure apicali e competenze strategiche per rafforzare invece altre zone della regione. Una dinamica che, afferma, non può essere accettata, soprattutto in un settore come quello delle dipendenze, dove la continuità assistenziale è un elemento imprescindibile.
Interrogazione di Nilo Arcudi (Tp-Uc): “Il trasferimento parziale
della responsabile a Terni depotenzia il territorio. La Giunta
regionale chiarisca e assegni subito un medico dedicato per garantire
continuità assistenziale”
(Acs) Perugia, 25 maggio 2026 – “La Giunta regionale faccia
chiarezza sulla gestione del personale medico presso il Servizio per
le Dipendenze (Serd) di Spoleto e della Valnerina in seguito alla
recente disposizione della USL Umbria 2 che ridisegna la presenza
della responsabile del servizio sul territorio”. Lo chiede, con
un’interrogazione rivolta all’Esecutivo di Palazzo Donini, il
consigliere regionale Nilo Arcudi (Tp-Uc).
“Il Serd – spiega Arcudi – rappresenta un presidio fondamentale e
insostituibile della nostra sanità territoriale, svolgendo un’azione
quotidiana e delicatissima sul fronte della prevenzione, della cura e
del supporto alle famiglie colpite dalle dipendenze patologiche, con
un’attenzione particolare ai giovani. Tuttavia, con una nota della
direzione generale dello scorso 28 aprile, è stato disposto che la
responsabile del servizio spoletino venga assegnata per un massimo di
quattro giorni a settimana alla struttura di Igiene e Sanità Pubblica
di Terni. Si tratta di una scelta che rischia di generare un grave
indebolimento operativo per l’area di Spoleto e della Valnerina: un
territorio che presenta peculiarità sociali e geografiche che
richiedono servizi pienamente operativi e stabilmente strutturati”.
“È prioritario difendere la qualità dei servizi sanitari nell’area
sud dell’Umbria e non possiamo accettare – prosegue il consigliere
di opposizione – che la sanità territoriale venga continuamente
depotenziata attraverso il trasferimento parziale di figure apicali e
strategiche, finendo per sottrarre risorse preziose alle aree
periferiche per concentrarle altrove. Chiedo quindi di: conoscere le
motivazioni alla base di questo provvedimento e di sapere se non si
ritenga che esso possa penalizzare la continuità delle cure; quali
misure urgenti la Giunta intenda adottare per tutelare l’operatività
del Serd di Spoleto e se non ritenga ormai indispensabile procedere
all’assegnazione stanziale di un medico dedicato esclusivamente a
questa struttura, offrendo così una risposta stabile e adeguata ai
reali bisogni dei cittadini”.