(AGENPARL) - Roma, 24 Maggio 2026 - “Oggi a Napoli abbiamo ricordato Almirante per iniziativa della fondazione a lui intitolata. Giorgio Almirante era un avversario della Democrazia Cristiana. Era un nostro avversario, anzi era ‘l’avversario’: la Dc non voleva nemici a destra, e lui lo era. E che avversario: riempiva le piazze, parlava a tutti gli italiani, piaceva persino agli elettori e ai dirigenti della sinistra. Ma io lo frequentavo, da ragazzo democristiano di Avellino: ci presentò Gerardo Bianco, mio grande maestro e suo amico. Poi andai a sentire tutti i suoi comizi, e lui non mancò mai di interloquire, dialogare, spiegare, altro che i selfie del nostro tempo. Morì assieme a Pino Romualdi, le due salme furono composte assieme a via della Scrofa; Gerardo Bianco ed io rendemmo gli onori a entrambi, accompagnati da Alfredo Pazzaglia, indimenticabile presidente dei deputati missini. Oggi ci siamo cullati in questo ricordo, grazie all’invito di Giuliana dé Medici, nel ricordo della mia amicizia con donna Assunta. Tutto ciò non c’entra niente con la mia presenza nel gruppo di ‘Fratelli d’Italia’, che è una storia nuova e non rapportabile a questi ricordi. Ma sono onorato di aver rappresentato a Napoli il mio gruppo parlamentare assieme ai colleghi Roberto Menia e Sergio Rastrelli, che invece sono stati esponenti di primo piano del MSI/An”.
Così il presidente della Dc, Gianfranco Rotondi, ricorda Giorgio Almirante e interviene nelle polemiche sulla sua commemorazione