(AGENPARL) - Roma, 22 Maggio 2026 - Nella settimana che unisce la Giornata Mondiale delle Api (20 maggio) e la Giornata Mondiale della Biodiversità (22 maggio), il WWF Italia rilancia un allarme che non può più essere ignorato: gli impollinatori sono in crisi, e con loro vacilla l’intero sistema agricolo nazionale. In Italia vivono circa 1.040 specie di api selvatiche, un patrimonio straordinario che però sta subendo un declino rapido e silenzioso, schiacciato da pesticidi, perdita di habitat, agricoltura intensiva e cambiamento climatico.
Il WWF ha lanciato una nuova petizione nazionale per chiedere al Governo e alle Regioni misure urgenti: riduzione dell’uso dei fitofarmaci, tutela delle aree naturali residue, incentivi all’agricoltura sostenibile e piani di conservazione specifici per gli impollinatori selvatici, spesso dimenticati rispetto alle più note api da miele.
Il tema non è solo ambientale, ma profondamente economico. Secondo le stime internazionali, oltre il 75% delle colture alimentari dipende in parte dall’impollinazione animale. Senza api, bombi, farfalle e sirfidi, la produzione di frutta, ortaggi e semi oleosi crollerebbe, con effetti a catena su prezzi, disponibilità di cibo e reddito agricolo. In un Paese come l’Italia, dove la frutticoltura e le colture specializzate rappresentano un pilastro dell’agroalimentare, la crisi degli impollinatori è una minaccia diretta alla sovranità alimentare.
Il WWF collega l’allarme anche alla più ampia crisi della biodiversità agricola: paesaggi semplificati, siepi eliminate, prati stabili scomparsi, corsi d’acqua artificializzati. Tutti elementi che impoveriscono l’ambiente e rendono gli ecosistemi più fragili. La richiesta è chiara: invertire la rotta, adottando pratiche agroecologiche, ripristinando habitat naturali e riducendo drasticamente l’uso di pesticidi, in linea con gli obiettivi europei.
Il messaggio arriva in un momento simbolico. Le Nazioni Unite, per la Giornata della Biodiversità 2026, hanno scelto il tema “Agire a livello locale per un impatto globale”. E gli impollinatori sono l’esempio perfetto di come un’azione locale – una siepe ripiantata, un prato fiorito, una riduzione dei trattamenti chimici – possa generare un impatto globale sulla sicurezza alimentare e sulla salute degli ecosistemi.