(AGENPARL) - Roma, 22 Maggio 2026 -
Accendere i riflettori su patologie ancora drammaticamente sottovalutate, come
l’Elettrosensibilità (EHS) e la Sensibilità Chimica Multipla (MCS), per chiedere tutele sanitarie,
prevenzione e il riconoscimento del “diritto alla non connessione”. Questo il cuore del dibattito nella
mia trasmissione social Excalibur che, ha ospitato Angela Donati, volontaria di Rete Aril e di altre
Organizzazioni, attivista in prima linea nella difesa dei soggetti fragili.
Le malattie ambientali colpiscono un numero crescente di persone, spesso costrette
all’emarginazione a causa del mancato pieno riconoscimento da parte del Servizio Sanitario
Nazionale. Una condizione che impedisce l’adozione di protocolli specifici persino nei contesti di
emergenza o all’interno delle strutture ospedaliere.
Gli invisibili dell’elettrosmog e l’allarme per i più giovani
“Gli elettrosensibili sono i veri invisibili dell’elettrosmog”, spiega Angela Donati. “Parliamo di
persone che manifestano gravi sintomi fisici e biologici in prossimità di campi elettromagnetici e reti
Wi-Fi. Oggi, l’innalzamento dei limiti espositivi rischia di trasformare questo problema in
un’emergenza collettiva.”
Il pericolo non riguarda solo i soggetti già diagnosticati, ma tocca da vicino bambini e adolescenti.
Dati e report ufficiali di organismi internazionali — tra cui OMS, OCSE e UNESCO, recepiti anche
dall’Istituto Superiore di Sanità — evidenziano correlazioni preoccupanti tra l’esposizione precoce
ai dispositivi digitali e l’insorgenza di disturbi comportamentali, deterioramento cognitivo, deficit
dell’attenzione (ADHD) e dipendenza dopaminergica da scrolling.
Le proposte: prevenzione, cablatura e tutele legali
In vista della Giornata Mondiale dell’Elettrosensibilità, che si celebrerà il 16 giugno, una rete di
associazioni nazionali (tra cui AMICA, APPLE, AIE, ISDE – Medici per l’Ambiente e Rete Aril) ha
unito le forze per promuovere un progetto e un protocollo basati su azioni concrete:
Diritto alla non connessione: Garantire alternative manuali e analogiche per l’accesso ai servizi
della Pubblica Amministrazione, evitando l’obbligatorietà dello smartphone o dello SPID per i
soggetti fragili.
Campagne educative e buone pratiche: Promuovere la cultura della “cablatura” domestica (uso di
cavi Ethernet e fibra ottica) e lo spegnimento dei router Wi-Fi nelle ore notturne per ridurre
l’inquinamento elettromagnetico nei condomini.
Tutela dei minori: Sostenere la recente petizione, promossa da noti pedagogisti come Alberto
Pellai e Daniele Novara, volta a vietare l’uso degli smartphone sotto i 14 anni.
“Non si tratta di fermare il progresso — conclude il comunicato — ma di trovare un equilibrio civile.
Chiediamo alla politica e alle istituzioni di rimettere l’essere umano al centro, adottando misure di
prevenzione prima di raggiungere il punto di saturazione biologica.”
Conclusioni: Perché la grande informazione non tratta questo Dramma?
Di Giuseppe Spinelli
