(AGENPARL) - Roma, 20 Maggio 2026 - Sul fronte istituzionale, la giornata del 19 maggio non ha prodotto dichiarazioni ufficiali da parte della Commissione europea direttamente riferite alla mobilitazione degli agricoltori a Strasburgo. Tuttavia, da ambienti interni alla Commissione è emersa una linea di continuità rispetto alle politiche già avviate: il CBAM continua a essere considerato uno strumento strategico della politica climatica dell’Unione e, almeno nell’immediato, non sono previste sospensioni o deroghe. Le stesse fonti hanno confermato che sono in corso valutazioni tecniche per analizzare l’impatto del meccanismo sui fertilizzanti, un settore particolarmente sensibile per la competitività delle aziende agricole europee. Parallelamente, la Commissione sta lavorando a un piano d’azione aggiornato sui fertilizzanti, orientato a rafforzare la produzione interna e a stabilizzare il mercato, con l’obiettivo di ridurre la dipendenza dell’Unione dalle importazioni e mitigare le oscillazioni dei prezzi.
Il Parlamento europeo, da parte sua, ha preso atto della mobilitazione che si è svolta all’esterno della sede di Strasburgo durante i lavori della plenaria. La protesta non ha generato, nella giornata del 19 maggio, iniziative legislative o risoluzioni specifiche, ma ha contribuito a mantenere alta l’attenzione sul tema all’interno dell’emiciclo, in un momento in cui il settore agricolo europeo continua a rappresentare una delle priorità politiche più delicate.
La manifestazione si inserisce infatti in un contesto più ampio, segnato da mesi di mobilitazioni in diversi Stati membri. Le organizzazioni agricole denunciano un insieme di criticità che vanno dall’aumento dei costi di produzione — in particolare fertilizzanti, carburanti e input energetici — alla crescente concorrenza dei prodotti extra‑UE, fino alle difficoltà legate all’applicazione degli standard ambientali previsti dalla PAC. A ciò si aggiungono le preoccupazioni per l’impatto dei negoziati commerciali internazionali, con particolare riferimento all’accordo UE–Mercosur, percepito da molte sigle sindacali come un potenziale fattore di squilibrio competitivo.
In questo quadro, le organizzazioni agricole europee hanno già annunciato l’intenzione di proseguire con ulteriori iniziative nelle prossime settimane, chiedendo un confronto più strutturato e continuativo con le istituzioni dell’Unione. L’obiettivo dichiarato è quello di aprire un dialogo che consenta di affrontare in modo sistemico le difficoltà del settore, garantendo al tempo stesso sostenibilità economica, sicurezza alimentare e coerenza con gli obiettivi climatici europei.