(AGENPARL) - Roma, 19 Maggio 2026 - L’Associazione Nazionale Funzionari di Polizia esprime vivo apprezzamento per la complessa e delicata attività investigativa condotta dalla DIGOS della Questura di Siena, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Firenze, che ha portato alla denuncia di 13 minorenni coinvolti, a vario titolo, in gravissimi reati che spaziano dalla detenzione illegale di armi alla diffusione di materiale pedopornografico, fino alla propaganda dell’odio razziale e all’apologia di ideologie fasciste e naziste.
L’operazione evidenzia un fenomeno di particolare allarme sociale, perché mostra come circuiti virtuali apparentemente confinati alle dinamiche dei social network possano trasformarsi in ambienti di radicalizzazione, emulazione violenta e progressiva normalizzazione dell’odio, capaci di coinvolgere soggetti giovanissimi in percorsi estremamente pericolosi.
La commistione tra cultura della violenza, fascinazione per le armi, suprematismo ideologico, xenofobia e condivisione di contenuti di gravissima devianza rappresenta un segnale che impone la massima attenzione istituzionale, non solo sul piano repressivo ma anche su quello della prevenzione, del monitoraggio dei processi di radicalizzazione giovanile e della responsabilità educativa.
L’attività svolta dalla Polizia di Stato dimostra ancora una volta l’elevata capacità investigativa degli uffici della DIGOS nel cogliere tempestivamente segnali di rischio e nel prevenire possibili evoluzioni ancora più gravi, interrompendo dinamiche che, se sottovalutate, avrebbero potuto degenerare in condotte concrete di violenza.
Ai colleghi della Questura di Siena va il plauso dell’Associazione Nazionale Funzionari di Polizia per la professionalità, la sensibilità investigativa e la determinazione dimostrate in un’indagine tanto complessa quanto delicata, che conferma quanto la tutela della sicurezza passi oggi anche dalla capacità di intercettare le nuove forme di radicalizzazione che si sviluppano nei contesti digitali. Così in una nota Enzo Letizia segretario dell’associazione nazionale funzionari di polizia