(AGENPARL) - Roma, 19 Maggio 2026 - «Xenophon Zolotas e lo sviluppo economico della Grecia»
Signore e Signori,
vi do il benvenuto all’evento di oggi, dedicato alla pubblicazione di un libro su una delle personalità più importanti che abbiano ricoperto il ruolo di Governatore della Banca di Grecia: il professore, accademico ed ex Primo Ministro Xenophon Zolotas.
La biografia di Zolotas, scritta da uno degli storici contemporanei più attivi, il Direttore della Ricerca presso l’Accademia di Atene Sotiris Rizas, si aggiunge alle pubblicazioni storiche del Centro per la Cultura, la Ricerca e la Documentazione della Banca di Grecia, accanto a numerose monografie e volumi collettivi sulla storia economica greca — e in particolare sul ruolo della Banca di Grecia in essa.
Certamente, il caso di Zolotas si distingue e la sua biografia rappresenta una sfida particolare — non solo a causa della longevità del protagonista, che, come ricorderete, morì all’età di cento anni compiuti (1904-2004). Il percorso di una persona nata molto prima delle Guerre Balcaniche e morta all’interno dell’Eurozona offre un ampio scenario storico, che Sotiris Rizas ha sfruttato per rappresentare i principali sviluppi economici, politici e internazionali di un intero secolo.
A ciò contribuì anche il fatto che Zolotas non si limitò mai a un solo ruolo, ma si muoveva con disinvoltura tra Università, Accademia e Banca di Grecia, assumendo inoltre, in momenti cruciali, incarichi politici — due volte come Ministro del Coordinamento e una volta come Primo Ministro.
Le molteplici qualità di Zolotas hanno permesso all’autore di utilizzarlo per illuminare diversi aspetti della storia del Paese: dal programma di stabilizzazione Kartalis del 1950-51 e i negoziati per la ristrutturazione del debito pubblico all’inizio degli anni Sessanta, fino agli sforzi per contenere l’inflazione dopo la prima crisi petrolifera e alla progettazione dell’Unione Economica e Monetaria negli anni Ottanta.
Un ulteriore aspetto di questa straordinaria versatilità — ben rappresentato nel libro — è la sistematica rete di relazioni internazionali di Zolotas. Presente in quasi tutte le grandi conferenze economiche internazionali dalla fine degli anni Quaranta, costruì metodicamente una vastissima rete di contatti e interlocutori, partecipando parallelamente a diversi comitati di esperti.
L’accesso a una rete così ampia di persone e le relazioni istituzionali di lungo periodo che coltivò come Governatore della Banca di Grecia contribuirono alla capacità con cui riuscì — soprattutto nel difficile periodo 1974-1977 — a garantire finanziamenti sufficienti per la bilancia dei pagamenti del Paese.
I lettori più attenti del libro noteranno anche il modo in cui Zolotas utilizzava sistematicamente le raccomandazioni degli organismi internazionali, in particolare dell’OCSE e del Fondo Monetario Internazionale, per rafforzare le sue argomentazioni all’interno del Paese, soprattutto nei confronti dei governi in carica.
Riusciva sempre nel suo intento? Sicuramente no — del resto, i banchieri centrali non possono, né devono, sostituirsi alla leadership politica, anche quando talvolta non condividono le sue scelte economiche.
Egli stesso era piuttosto prudente nei confronti della politica, dalla quale cercò di mantenere le distanze, preservando così il suo profilo di accademico e tecnocrate.
Emblematica fu una frase pronunciata in un discorso del 1959 davanti all’assemblea congiunta del Fondo Monetario Internazionale e della Banca Mondiale. Si trattava di uno dei suoi celebri discorsi in inglese nei quali utilizzò quasi esclusivamente parole greche. L’espediente linguistico ebbe tale successo che pochi prestarono attenzione al contenuto del discorso; eppure, in quell’occasione Zolotas parlò della crescita internazionale della “magia politica”, che operava “antieconomicamente” e minacciava la stabilità monetaria mondiale.
Questa formulazione non lasciava dubbi sulle sue opinioni riguardo al rapporto tra economia e politica o ai rischi derivanti dalla subordinazione della politica monetaria alle priorità politiche.
L’interazione tra economia e politica emerge anche dall’esperienza di Zolotas alla guida della Banca di Grecia. Il suo primo mandato, tra il 1955 e il 1967, coincise con un lungo periodo di stabilità monetaria e impressionanti tassi di crescita. Furono gli anni in cui la Grecia si trasformò da economia agricola povera in un mercato emergente con un’industria in sviluppo.
Il suo secondo mandato, tra il 1974 e il 1981, fu invece accompagnato da instabilità, alta inflazione, svalutazioni e deboli performance economiche — soprattutto nei settori che avevano trainato il periodo precedente.
Sarebbe tuttavia ingiusto attribuire a Zolotas gli insuccessi degli anni Settanta così come sarebbe riduttivo attribuirgli da solo il miracolo economico del dopoguerra. Non contavano soltanto le evidenti differenze del contesto economico internazionale — dal crollo di Bretton Woods alle due crisi petrolifere — ma soprattutto il mutamento degli equilibri politici interni alla Grecia.
Come sottolinea Sotiris Rizas, durante il periodo della Metapolitefsi prevalsero richieste politiche e sociali accumulate, che i governi successivi cercarono di placare, compromettendo la disciplina fiscale e destabilizzando la politica monetaria.
Priva di indipendenza istituzionale formalmente riconosciuta, la Banca di Grecia ebbe difficoltà, in quel nuovo contesto politico, a definire una politica monetaria indipendente e a raggiungere i propri obiettivi.
Il problema si aggravò ulteriormente dopo l’uscita di Zolotas nel 1981, quando il ruolo di Governatore fu assunto direttamente dal Ministro dell’Economia Nazionale. Sarebbero passati molti anni — e soprattutto sarebbe iniziata la preparazione per l’ingresso nell’euro — prima che la Banca recuperasse una maggiore autonomia rispetto alla politica governativa.
Fondamentale in questa direzione fu il riconoscimento dell’indipendenza istituzionale della Banca di Grecia nel quadro del Sistema Europeo delle Banche Centrali.
Questa indipendenza ci consente di perseguire gli obiettivi di lungo periodo della crescita economica e della stabilità finanziaria senza lasciarci trascinare dalle oscillazioni politiche contingenti. Ci permette di sostenere la politica economica dei governi senza essere subordinati a interessi o rivalità politiche.
Oppure, per usare le parole dello stesso Zolotas nel lontano 1959, ci permette di combinare responsabilità politica e rifiuto di ogni forma di “magia politica” che potrebbe mettere a rischio il benessere economico del Paese.
Voglio credere che Xenophon Zolotas sarebbe stato orgoglioso di questa evoluzione, alla quale contribuì con il suo lavoro.