(AGENPARL) - Roma, 19 Maggio 2026 - a:hover {
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Ennas (Lega): "Riformatori sbagliano bersaglio. Il tema è a livello europeo e Salvini è l'unico che sta portando avanti queste battaglie da anni"
Cagliari, 19 mag. – "I Riformatori sono riusciti a trasformare una giusta battaglia in un attacco politico all'unico partito che sta portando avanti da anni i temi che da soli vorrebbero intestarsi. Il ministro Matteo Salvini, anche nell'ultimo consiglio dei ministri europei dei Trasporti, ha ribadito con determinazione la necessità di garantire maggiore flessibilità e margini di intervento agli Stati membri, denunciando i limiti di diverse politiche europee e chiedendo una revisione urgente di alcune misure del Green Deal, a partire dall'ETS applicato al settore dei trasporti. La verità è semplice: per sostenere davvero imprese e cittadini bisogna avere il coraggio di mettere in discussione regole europee rigide, ideologiche e spesso scollegate dalla realtà economica e sociale della Sardegna. Ed è esattamente ciò che la Lega e Matteo Salvini fanno da tempo, quando ancora molti tacevano o sostenevano senza riserve quelle stesse politiche europee che oggi producono effetti devastanti. La Sardegna, più di altre regioni, paga il prezzo di misure sbagliate che incidono direttamente sui costi dei trasporti, dell'energia e della competitività delle imprese. E, al netto dei vincoli e lacci europei, il ministro Salvini è costantemente impegnato per trovare soluzioni a sostegno dei territori che maggiormente soffrono queste regole. I Riformatori riconoscano con onestà un dato evidente: Matteo Salvini è stato, negli ultimi anni, uno dei ministri che più concretamente ha lavorato per la Sardegna, portando avanti battaglie reali su infrastrutture, trasporti, continuità territoriale e difesa degli interessi dell'Isola in Europa. Impegniamoci tutti nella giusta battaglia di cambiare le regole europee che oggi penalizzano pesantemente i cittadini, le famiglie e le imprese sarde. Per questo rivolgiamo un appello a tutte le forze politiche che credono davvero nella necessità di modificare un sistema troppo spesso condizionato da decisioni prese a Bruxelles senza considerare le specificità dei territori insulari".